La manifestazione
Abusi sospetti in altri due villaggi
Michele Nannini
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VERIFICHE Effettuate dalla polizia municipale sulle due strutture turistiche di Massa Marittima Indagini sulla struttura della famiglia Sensi a borgo Perolla e a Pian dei Mucini
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MASSA MARITTIMA. Altri due villaggi turistici, o meglio un villaggio ed un cantiere, nel mirino della Procura della Repubblica di Grosseto per sospetti irregolartà a livello urbanistico. Al lungo elenco di problematiche emerse nel territorio per numerose attività turistiche, si aggiungono adesso le indagini in corso su due strutture del territorio delle Colline Metallifere: il villaggio turistico nel borgo di Perolla e quello aperto ormai da tempo in Pian dei Mucini a Massa Marittima. Al lavoro gli agenti del nucleo di Polizia municipale distaccato presso la Procura della Repubblica di Grosseto che stanno analizzando l'enorme mole di documenti ed atti relativi alle due strutture. La Procura ha messo sotto la lente d'ingrandimento i siti per indagini che riguardano gli aspetti urbanistici, settore in cui il nucleo di Polizia municipale è particolarmente attivo fin dal momento della sua costituzione. L'indagine più importante è quella che vede al centro delle attenzioni degli inquirenti il villaggio turistico in costruzione nel borgo di Perolla, una delle strutture più attese in Maremma ormai da più di dieci anni ma che da parecchio tempo ormai è ferma a un cantiere abbandonato. La Fattoria Perolla occupa le pagine dei giornali dal 1997 quando l'allora presidente della Roma Franco Sensi manifestò interesse al suo acquisto per trasformarla in un enorme villaggio turistico in grado di offrire oltre 200 posti fissi di lavoro ed un flusso continuo di vacanzieri in estate ed in inverno. Il maxiprogetto ottenne poi il via libera nel 2000 dopo la verifica dei permessi ed i vincoli di legge, con il rilascio delle licenze urbanistiche, ambientali e commerciali per la costruzione di quanto progettato. Sembrava la fine di una lunga attesa, invece la costruzione della struttura (1500 posti letto, campi da golf e calcio, sala congressi e bungalow) si è poi bloccata nel 2003; una delle cause sembrava essere la mancanza di acqua potabile, poi i problemi economici emersi all'interno del gruppo Sensi hanno iniziato a coinvolgere il villaggio, per il quale si era anche vociferato un passaggio di mano a fine 2007 con l'interesse dell'avvocato Sergio Erede per una cifra di circa 16 milioni di euro. Nel 2009 Unicredit inserì la struttura all'interno del piano di dismissione di alcuni asset per rientrare del credito nei confronti dei Sensi. Adesso tocca alla Procura indagare. Molto meno travagliata è stata invece la storia del villaggio Pian dei Mucini, il cui iter iniziò insieme a quello del villaggio di Perolla; la struttura è ormai da tempo aperta e funzionante ed esclusi alcuni problemi risalenti al 2007 (revoca dei contributi derivanti dai patti territoriali alla società Comvend che costruì il villaggio) ha sempre funzionato. Anche su Pian di Mucini gli investigatori stanno verificando il rispetto delle normative in materia di urbanistica.
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