Il Tirreno

Grosseto

Quei contratti strani ma veri

<b>BIBLIOTECA. </b>Sede, in via Bulgaria
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BIBLIOTECA. Sede, in via Bulgaria

In regime di tagli selvaggi Stato, Regione e Comuni non vanno troppo per il sottile su qualifiche e stipendi

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 GROSSETO. Contratti dei lavoratori a parte, altre ombre si addensano sull'affidamento di biblioteca e museo Archeologico alla Colser. Ecco perché. Nel 2009 il Comune di Grosseto ha approvato il regolamento che disciplina l'acquisizione di beni e servizi in economia tramite le convenzioni stipulate dalla Consip.  Consip è la società del ministero dell'Economia che procura agli enti pubblici beni e servizi tramite bandi unici ai quali attingere senza indire ogni volta una gara.  Tra i beni che il Comune di Grosseto può comprare dalle aziende individuate dalla Consip ci sono materiale per ufficio, telefoni, auto, cartelli stradali. Tra i servizi, riparazioni, manutenzioni, consulenze, pulizie, trasporti, servizi informatici. Fino al portierato e ai servizi culturali, quelli appaltati al museo e in biblioteca.  Il primo dubbio riguarda i costi. «L'acquisizione di beni e servizi in economia - recita il regolamento - è consentita fino all'importo di 105mila euro iva esclusa». Nel caso del museo il Bilancio dice che un anno di gestione Colser costerebbe 140mila euro. Molto più del consentito.  Il secondo riguarda la competenza della Colser a svolgere servizio bibliotecario. Se ai bibliotecari ha proposto un contratto multiservizi è perché di questo si occupa (oltre a logistica e accoglienza). Legittimo? La convenzione Regione-Consip ha maglie interpretative molto larghe. In tempi di tagli selvaggi, tutto fa brodo. (f.f.)

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