Il Tirreno

Grosseto

Ancora polemica per i servizi affidati alla Colser

Ma sull'appalto ai "forestieri" è scontro fra sindacato e Comune

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 GROSSETO. Non solo la Tesauro e i suoi soci impiegati alla biblioteca Chelliana. La Cgil segue da vicino anche un'altra cooperativa grossetana che, negli ultimi tempi, si è vista soffiare il posto dalla Colser Servizi di Parma.  È la Lisa, cooperativa sociale che raccoglie anche persone svantaggiate e le impiega nel settore dei servizi, della guardiania e delle pulizie. Fino a poche settimane fa la Lisa aveva l'appalto per la gestione del museo Archeologico ma anche qui, come alla Chelliana, alla fine del contratto il Comune ha scelto di affidare, seppur provvisoriamente, l'incarico alla Colser. L'avvicendamento ha sollevato malumori e polemiche e adesso anche il sindacato vuol dire la sua.  «La Funzione Pubblica Cgil - si legge in una nota - è profondamente contraria, sia nel merito che nel metodo, alle scelte del Comune sul recente nuovo affidamento dei servizi del museo Archeologico. La "liquidazione" della cooperativa sociale Lisa, infatti, è avvenuta solo sulla base di valutazioni economiche, peraltro controverse fra gli stessi assessori comunali, e senza che ci si sia preoccupati di mettere al corrente il sindacato». La Filcams Cgil, prosegue la nota, si è trovata «costretta in extremis a fare quel che poteva, tra decisioni già prese e di cui eravamo all'oscuro».  Come già rilevato da molti, tra cui il mondo dell'associazionismo vicino alle situazioni di disagio, anche la Filcams Cgil mette in guardia il Comune sulle conseguenze dolorose che questa scelta, definita «di approssimazione politica», provoca sulle persone svantaggiate che si ritrovano senza un lavoro.  «In un momento in cui i lavoratori sono già così duramente colpiti dalla crisi - spiega il sindacato - sarebbe lecito aspettarsi una maggiore attenzione al tema delicato della qualità del lavoro e un confronto strategico con il sindacato.  Non ci pare infatti "buona politica" quella che predispone condizioni lavorative dequalificate per i giovani e le donne e per questo ci chiediamo se non cadano nel vuoto enunciati sulla necessità di investimenti strategici su formazione, innovazione, superamento del precariato e del lavoro di bassa qualità, dal momento che alla prova di fatti si va in tutt'altra direzione».  La Cgil tende dunque una mano alla Lisa. Chissà che per i lavoratori della coop sociale l'intervento del sindacato non sia un po' più efficace rispetto a quanto fatto per i bibliotecari. F.F.

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