Gioco
L'ira dei biblio-precari: «Nuovo contratto, zero vantaggi La Cgil non ha detto la verità»
Francesca Ferri
◗
SEGRETARIO. Lorenzo Centenari (Camera del lavoro) I soci della Tesauro: «Stesso orario di lavoro ma 200 euro in meno» La risposta risentita a Ferretti che li aveva definiti "ragazzi contenti"
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Macché soddisfatti? Macché migliori condizioni di lavoro? I bibliotecari della cooperativa Tesauro non ci stanno a passare per "fessi e contenti" e smentiscono quanto affermato da Andrea Ferretti di Filcams Cgil sul loro contratto. Un contratto firmato con la ditta parmense Colser Servizi che, lo scorso ottobre, allo scadere dell'appalto della Tesauro, ha preso in gestione la biblioteca. La Colser ha accettato di riassumerli tutti e nove (otto alla Chelliana e uno al punto di prestito dell'ospedale) ma, essendo un'azienda che si occupa di pulizie e portierato, offre solo contratti multi servizi - in questo caso un terzo livello - di quelli cioè riservati al personale delle pulizie. A neanche una settimana dallo scadere del contratto, prima di ritrovarsi per strada, ai bibliotecari non era rimasta scelta. Pur con anni di esperienza alle spalle, lauree e seconde lauree e una dignità professionale da difendere, avevano accettato le nuove condizioni, compresa la riduzione di paga. Ma non accettano la versione della Cgil. Che non solo non è sembrata troppo turbata dal "pasticcio", ma era addirittura presente alla firma del contratto e ha rivendicato il merito di aver ottenuto «comunque un miglioramento delle condizioni di lavoro» dei bibliotecari. «In primo luogo - spiegano i lavoratori - neppure prima, è vero, eravamo inquadrati come assistenti di biblioteca o bibliotecari, figure previste solo dal Ccnl degli enti locali. Ma quel contratto ci permetteva un trattamento economico dignitoso». Secondo: il motivo della diminuzione di stipendio. «La frase pronunciata da Ferretti: "Hanno diminuito il monte ore e dunque lo stipendio" non risponde a verità. La diminuzione del monte ore è irrisoria, appena quattro tolte su 238. In linea di massima quasi tutti i lavoratori riassorbiti continuano a prestare servizio per lo stesso numero di ore». Se prima lavoravano in media 26 ore e 20 minuti a testa a settimana per 830 euro al mese, ora lavorano venti minuti in meno a settimana ma guadagnano 630 euro. Sull'impegno del sindacato a chiedere alla Colser più ore di lavoro per rimpolpare le paghe, i bibliotecari spiegano che «nessuno dei soci della cooperativa Tesauro ha interesse ad aumentare il numero delle proprie ore lavorative, né ci risulta di averlo mai chiesto ad alcun sindacato, poiché in questo modo più che il nostro stipendio (circa 5 euro netti all'ora), crescerebbe solo l'avvilimento di offrire la nostra professionalità a costo ridotto, pressoché il più basso tra i contratti di lavoro nazionali». I bibliotecari precisano di non avere nulla contro la Colser. Diverso per la Cgil. «Avere la garanzia di essere riassunti in caso di indizione di gara d'appalto può in parte consolarci, ma da qui a dire che "i ragazzi sono tutti contenti" c'è un po' di differenza. I "ragazzi", teniamo a precisare, non sono esattamente garzoncelli freschi di laurea e università, ma alcuni di loro hanno trenta e quarant'anni, figli a carico e hanno prestato servizio in biblioteca in un arco di tempo da cinque a dieci anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
