La proposta della presidente: ristrutturare quello attuale
L'Enpa critica il progetto del canile «Piccolo e nel posto sbagliato»
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FOLLONICA. «Il nuovo canile comprensoriale avrà problemi di sovraffolamento, sarà costruito in una zona degradata e inquinata e il suo progetto non è valido». L'Enpa interviene a valanga nella costruzione della struttura, sostenendo che gran parte di questo lavoro è da rivedere. Molti amministratori, nei mesi scorsi, hanno gioito per il via libera ai lavori di realizzazione del nuovo canile comprensoriale di Follonica, Scarlino e Gavorrano. Ma senza fare i conti con l'oste. L'Enpa di Follonica, infatti, per voce del presidente Licia Guerrini Cappellini, critica fortemente questo progetto. C'è una lista di punti a motivare queste critiche. Il primo riguarda l'aspetto normativo. «L'accordo di programma sottoscritto nel 2004 dal Comune di Gavorrano non è valido». L'accordo originale, sottoscritto da Follonica, Scarlino, Gavorrano e Montieri, prevedeva la costruzione di un canile in grado di soddisfare il fabbisogno di tutti i comuni interessati. Ma prevedeva anche un costo di circa un milione e 700 mila euro. Troppo per le casse degli enti, che hanno dato a Scarlino il compito di rivedere il progetto diminuendone le spese (Montieri, intanto, esce dall'accordo). «La seconda progettazione - continua Guerrini Cappellini - non ha avuto una formale approvazione con atti amministrativi dai Comuni rimasti nell'accordo». Non solo, ma neanche «dell'Asl, né è stato presentato alle associazioni animaliste». Quello che preme all'Enpa follonichese è la situazione che i cani andranno ad affrontare. Il canile verrebbe costruito «in uno spazio troppo angusto e quindi potrebbe accogliere un numero insufficente di animali e li farebbe stare in una situazione di sovraffolamento». Non solo. Il sito destinato alla nuova struttura sarebbe «isolato, degradato e inquinato», nonchè a «rischio idraulico». Insomma, per l'Enpa c'è poco da festeggiare. La proposta di Guerrni Cappellini, invece, riguarda la permanenza nella sede attuale, in modo anche da creare un parco-canile modificando le linee del Parco di Montioni.
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