Italia
Fiamme domate in fretta e pochi danni, per i carabinieri nessun dubbio sulla loro origine
Incendio doloso alle Rocchette
Enrico Giovannelli
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INCENDIO Un vigile al lavoro nel luogo del rogo alla punta delle Rocchette Preso di mira l'ultimo stabilimento balneare alla famosa punta
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CASTIGLIONE. «È stato sicuramente un incendio doloso: il bagno Le Rocchette poteva essere distrutto, o subire gravi danni». Non hanno dubbi i Carabinieri di Castiglione dopo i primi rilievi: ieri pomeriggio, solo la buona sorte ha evitato che le cabine dell'ultimo stabilimento balneare di Castiglione, in un angolo di paradiso, andassero letteralmente in fumo, per un incendio fortunatamente spento in tempo, e che alla fine ha provocato solo pochi danni. Tutto è accaduto nelle prime ore del pomeriggio, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, fra le 14 e le 16: un volontario della Croce Rossa stava portando a spasso sulla spiaggia il suo cane. La punta delle Rocchette è un vero e proprio imbuto. Lì la strada finisce con il costone della collina dove si erge la villa che sovrasta la punta da un lato, mentre dall'altro c'è la spiaggia. Per il volontario della Cri è stato sicuramente un attimo: la vista del fumo che sale da dietro il bagno, lato cabine. E la chiamata alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, che in una manciata di minuti hanno raggiunto la punta delle Rocchette, domando il rogo che stava aggredendo proprio il corridoio antistante le cabine. A rendere quasi certo il fatto che qualcuno abbia appiccato il fuoco, sono i due punti da cui le fiamme hanno preso vita. Vicino al palo delle bandiere di segnalazione, e sotto la passerella delle cabine dello stabilimento. Impossibile pensare ad una combustione spontanea in due punti diversi. E soprattutto anche per le modalità. Il bagno gestito dalla famiglia Bianchi, nei giorni scorsi era stato al centro di una polemica. Il corridoio che lo costeggia e che porta alla punta delle Rocchette, da sempre mèta ambita per molti turisti e residenti, era stato chiuso dalla proprietà, la famiglia Ruscellai. Da qui una serie di rimostranze, anche da parte delle associazioni ambientaliste considerando che il passaggio in questione esisteva da oltre quarant'anni, con il Comune che prima aveva avallato la richiesta alla chiusura, e che invece poi intendeva ritornare sulla decisione presa. Proprio la famiglia Bianchi aveva anche messo un cartello sulla rete di recinzione che ostruiva il passo, cercando di spiegare a tutti quello che stava succedendo. In passato lo stabilimento aveva subìto altri atti vandalici, ma erano avvenuti all'interno dello stabilimento, e comunque mai di questo tenore e gravità. Alla famiglia Bianchi, molto turbata per l'accaduto e anche spaventata, non è rimasto altro che sporgere denuncia ai Carabinieri di Castiglione, con i militari impegnati nelle indagini.
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