Il Tirreno

Grosseto

Contro la crisi, acquisti con le lire

Matteo Baccellini
<b>VECCHIE LIRE. </b>Un mazzo di banconote in disuso
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VECCHIE LIRE. Un mazzo di banconote in disuso

In via Sonnino foto pagate con vecchie banconote

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 GROSSETO. In tempi di crisi, rigettarsi nel passato può essere una soluzione. A questo deve aver pensato il titolare di Foto Digital Discount, Leonardo Franchini, il negozio che ha sede in viale Sonnino, quasi all'incrocio con via Matteotti e Mameli.  Una trovata commerciale che fa riflettere, quella di consentire ai clienti di pagare ancora con le vecchie lire per stampare fotografie o per acquistare rullini e quant'altro.  «È un idea che mi è venuta guardando il sito della Banca d'Italia - spiega il fotografo Franchini - in cui veniva fatto un rapido calcolo di quante vecchie lire non siano mai state convertite in euro. Secondo le loro stime, con tutti quei soldi, sempre cambiabili, ma senza più corso legale, il Governo potrebbe vararci una mini Finanziaria».  E così prima di Natale sono comparse le locandine inequivocabili: "Nostalgia delle vecchie lire?, qui puoi ancora pagare con la tanto rimpianta lira e acquistare quello che vuoi". La gente sembra avere apprezzato, almeno sotto le feste, trovando un modo insolito di fare i regali natalizi. «Da me è arrivata gente con pezzi da 1000, 2000 e 5000 lire, conservati magari in una scatola in soffitta o ritrovati nelle tasche di qualche giacca. Pezzi più grossi? No, nessuno che si sia presentato con 20mila o 50mila lire in mano. E comunque tanti hanno fatto l'ingrandimento o la stampa di una foto pagando con delle monete che nessuno era più abituato a vedere. Qualcuno mi ha anche detto che gli sembrava di non spendere nulla...».  Per legge il negozio di fotografia come quello di Grosseto, può accettare contante nel vecchio conio, ma non dare resto in lire. Per cui la spesa può essere effettuata fino al massimo all'equivalenza dell'importo. «Ciò che eventualmente manca il cliente può aggiungerlo con gli euro».  Sostanzialmente è un modo per togliersi di casa tutte quelle banconote o gli spiccioli mai cambiati (o addirittura dimenticati) da fine 2001, quando cioè la lira uscì di scena (restando per due mesi utilizzabile con il neonato euro), senza dover andare di persona alla Banca d'Italia. «A quello ci penso io - aggiunge Franchini - vado spesso alla sede grossetana della Banca d'Italia a convertire in euro spiccioli e banconote che i clienti mi hanno portato per i loro acquisti nel negozio».  Una formula che prosegue anche ora che le feste sono lontane. «Pochi giorni fa è arrivata una persona che mi ha svuotato di fronte un intero salvadanaio pieno di vecchie lire. La fatica è stata quella di contarle tutte».  Una fatica premiata dai clienti: a volte un tuffo nel passato ha i suoi risvolti positivi.

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