Il Tirreno

Grosseto

Appartamenti più piccoli, ora si può, modificato il piano strutturale

Enrico Pizzi
Appartamenti più piccoli, ora si può, modificato il piano strutturale

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Sarà pure una variante che non modifica la sostanza del piano strutturale, come ha più volte ribadito l'assessore comunale all'Urbanistica Moreno Canuti, ma qualche novità di non poco conto, la variante normativa al piano strutturale adottata ieri a maggioranza dal consiglio comunale la introduce, come la riduzione da 20 a 30 anni per vendere case in aree Peep. 

Si tratta "solo" di un allineamento alla normativa regionale - la legge 1 del 2005 e il suo regolamento di attuazione - che sono intervenuti nelle more dell'adozione (2004) e approvazione definitiva (2006) della strumento urbanistico. Da questo allineamento, però, tanto per fare un esempio, si introducono novità radicali soprattutto per chi, basandosi sulle previsioni del piano strutturale, spesso un po' troppo di dettaglio, poteva aver pensato di aver acquisito diritti edificatori su un proprio terreno. Quelle previsioni di dettaglio - tecnicamente dette "conformative" - sono ridotte a mere indicazioni e toccherà al regolamento urbanistico dire, con precisione, cosa si può fare e dove.  Perché la necessità di questa variante? L'assessore Canuti ha ripetuto più volte che qualunque amministrazione avrebbe dovuto approvare un adeguamento alla norma regionale ed ha anche chiarito che quelle previsioni, anche di dettaglio, contenute nel piano strutturale, non erano illegittime, ma legittimamente inserite sulla base della precedente legge regionale. 

«Questo è un passaggio necessario che riconsegna al piano strutturale la sua natura indicativa pur salvaguardandone le strategie di fondo» ha precisato il sindaco Emilio Bonifazi, chiarendo che «alcune localizzazioni specifiche non sono più di competenza del piano, ma degli altri strumenti di gestione del territorio. Ecco perché questo intervento ci consente di arrivare all'adozione del regolamento urbanistico in un quadro complessivo più semplice».  Insomma, adesso l'amministrazione ha le mani un po' più libere nello scrivere il regolamento e, forse non a caso, il capogruppo del Pdl, Luca Montemaggi ha obiettato che il consiglio comunale aveva approvato, a suo tempo, una mozione che impegnava la giunta a portare in adozione la variante normativa al piano strutturale contestualmente con il regolamento urbanistico. È stato spiegato, ieri mattina, che la contestualità non è possibile, perché in ogni caso le norme del piano strutturale debbono precedere e indirizzare quelle del regolamento.  Tra le principali novità introdotte dalla variante, oltre a quella di definire "indicative" tutte le previsioni puntuali, c'è, innanzitutto, un adeguamento delle necessità abitative della città: da una parte si deve far fronte ad una crescita demografica più intensa del previsto e dall'altra si adegua il piano strutturale alla legge regionale e non si parla più di numero di alloggi - 4.500 quelli che erano previsti - ma di superficie realizzabile. Inoltre viene ridotta la metratura media per appartamento e si ottiene, così, la possibilità di aumentare il numero di alloggi «senza consumo - ha precisato Canuti - di altro suolo».  Inoltre si chiarisce, rispetto alla previsione del 45% di edilizia residenziale pubblica per le nuove costruzioni, che in realtà si deve parlare di edilizia residenziale sociale, che comprende quella pubblica, ma non si esaurisce in quella.  Altra novità significativa, l'introduzione della possibilità di realizzare impianti fotovoltaici di tipo industriale anche in campagna.

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