Il Tirreno

Grosseto

Trasloco Cri, Meozzi contro i dissidenti

Alfredo Faetti
<b>CRI.</b> Alduvinca Meozzi
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CRI. Alduvinca Meozzi

Il presidente tuona: stop campanilismi, sciocchezza quei fogli mortuari

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 SCARLINO. «Basta campanilismi. Stiamo facendo solo del bene». Il commissario della Croce Rossa di Scarlino Alduvinca Meozzi risponde così a coloro che protestano contro il trasferimento di una parte del servizio allo Scalo. E per quanto riguarda i fogli mortuari appesi ai muri è categorica: «non gli do importanza». La polemica, insomma, è durata fino all'ultimo.  Questa mattina infatti nelle vie storiche di Scarlino erano appesi diversi fogli mortuari dedicati alla Cri dopo l'apertura del distaccamento allo Scalo. Un'iniziativa portata avanti dai dissidenti. «Per fortuna sono solo la minima parte degli scarlinesi» dice Meozzi. Il commissario, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da Roberto Culatti, presidente del Comitato, vuole mettere i puntini sulle i. «Siamo un ente autonomo. Non siamo più ai tempi della Fratellanza (coloro che fondarono la sede ndc). Siamo un servizio del 118».  Sono due gli aspetti che Meozzi solleva: il miglioramento del servizio e il sorpasso del campanilismo tra capoluogo e frazione. «I contrari dovrebbero pensare ed essere felici del fatto che la Cri è cresciuta nonostante le difficoltà e le beghe interne. Siamo un servizio che si basa sui volontari, i quali fanno solo del bene, gratuitamente. E hanno bisogno delle migliori garanzie: a Scarlino, infatti, lavoravano nello stretto mentre adesso hanno tutto lo spazio che gli serve». In futuro (stimabile in quattro o cinque mesi) allo Scalo sarà disponibile anche un ambiente chiuso in grado di ospitare le ambulanze. «Sembra poco, ma non lo è» dice il commissario. Poi, e arriviamo così al nocciolo della questione, c'è la diatriba tra Scarlino e lo Scalo. Le proteste dei contrari, infatti, si basano soprattutto sulla perdita, a loro giudizio, del senso di appartenenza nei confronti del paese, visto la tendenza a spostare i servizi più importanti nella frazione. «Scarlino e lo Scalo sono la stessa cosa» tuona Meozzi. Per di più, il commissario ribadisce che «l'ambulatorio e la sede della Cri sono rimasti a Scarlino». Infatti, nella sede distaccata dello Scalo si è trasferito soltanto la componente dei volontari del soccorso. Mentre in paese è rimasto tutto il resto: ambulatorio, sede, foresteria, i pionieri e la sezione femminile.

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