La manifestazione
«Traditi da una saldatura»
Federico Lazzotti
Operai feriti all'ospedale di Massa, perizia sul dramma
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«Un difetto di saldatura tra il pianale dell'ascensore e i traliccio». È questa - secondo la relazione consegnata al pubblico ministero Alessandro Leopizzi - la causa del crollo della piattaforma sulla quale la mattina del 25 ottobre scorso lavoravavo quattro operai all'ospedale Sant'Andrea di Massa Marittima. A novanta giorni dal drammatico volo non ci sono ancora persone iscritte nel registro degli indagati: l'ipotesi di reato è quello di lesioni gravissime, ma adesso la dinamica e le responsabilità delle schianto sembrano senz'altro più chiare. Non a caso la Alimak Hek Italia, l'azienda con sede in Svezia che ha prodotto il modello C20 affittato poi alla Gesta Global service di Reggiom Emilia, all'indomani del crollo, ha disposto una verifica su tutte le macchine simili sparse nel Paese, un centinaio di ascensori in tutto. Possibile - si sono detti - che si tratti di un difetto di fabbricazione? E soprattutto potrebbe ripetrsi quello che è avvenuto a Massa? La conferma delle verifiche arriva dall'amministratore delegato dell'azienda, Vincenzo Adreazza.
«Abbiamo effettuato dei controlli ma non abbiamo rilevato nessun difetto sulle altre macchine». Gli inquirenti, però, avrebbero in mano le prove di un difetto di saldatura tra il cestello sul quale stavano salendo gli operai e motore collegato al tralicccio piantato a terra. All'indomani del crollo gli investigatori avevano preso in considerazione anche la possibilità che il cedimento fosse dovuto a un sovraccarico, ma la pesatura del carico avrebbe escluso questa prima ipotesi. Per la chiusua delle indagini, adesso, manca soltanto la relazione finale del perito nominato dalla Procura, attesa in via Monterosa per la fine di febbraio. Gli investigatori, negli ultimi tre mesi, oltre alle verifiche sulla macchina, hanno ascoltato tre dei quattro operai feriti.
L'ultimo, Lorentiu Iaorgu, 46 anni, il più grave dei quattro, è ancora ricoverato all'ospedale di Siena ma le sue condizioni, ancora delicate, hanno sconsigliato agli inquirenti di interrogarlo. Secondo quanto hanno potuto verificare gli investigatroi, la ditta proprietaria, nell'ultimo anno avrebbe eseguito diversi collaudi, l'ultimo dei quali a cavallo tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. Anche il verbale di quell'ultima verifica è stato allegato alla pratica.
Ma il check-up di questo tipo di montacarichi - spiegano gli esperti - è responsabilità diretta del proprietario. In pratica, non c'è nessun ente terzo in Italia che si occupi di questo tipo di macchine, come invece succede per le gru. «Una zona grigia della legislatura», la chiamano. In pratica il proprietario della macchina si presenta sul cantiere e verifica le funzioni dell'ascensore: prova il carico e poi dà l'ok senza eseguire un esame ai raggi x, quello che molto probabilmente avrebbe rilevato che la saldura tra il cestello e la torre si stava usurando e poteva cedere da un momento all'altro.
«Abbiamo effettuato dei controlli ma non abbiamo rilevato nessun difetto sulle altre macchine». Gli inquirenti, però, avrebbero in mano le prove di un difetto di saldatura tra il cestello sul quale stavano salendo gli operai e motore collegato al tralicccio piantato a terra. All'indomani del crollo gli investigatori avevano preso in considerazione anche la possibilità che il cedimento fosse dovuto a un sovraccarico, ma la pesatura del carico avrebbe escluso questa prima ipotesi. Per la chiusua delle indagini, adesso, manca soltanto la relazione finale del perito nominato dalla Procura, attesa in via Monterosa per la fine di febbraio. Gli investigatori, negli ultimi tre mesi, oltre alle verifiche sulla macchina, hanno ascoltato tre dei quattro operai feriti.
L'ultimo, Lorentiu Iaorgu, 46 anni, il più grave dei quattro, è ancora ricoverato all'ospedale di Siena ma le sue condizioni, ancora delicate, hanno sconsigliato agli inquirenti di interrogarlo. Secondo quanto hanno potuto verificare gli investigatroi, la ditta proprietaria, nell'ultimo anno avrebbe eseguito diversi collaudi, l'ultimo dei quali a cavallo tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. Anche il verbale di quell'ultima verifica è stato allegato alla pratica.
Ma il check-up di questo tipo di montacarichi - spiegano gli esperti - è responsabilità diretta del proprietario. In pratica, non c'è nessun ente terzo in Italia che si occupi di questo tipo di macchine, come invece succede per le gru. «Una zona grigia della legislatura», la chiamano. In pratica il proprietario della macchina si presenta sul cantiere e verifica le funzioni dell'ascensore: prova il carico e poi dà l'ok senza eseguire un esame ai raggi x, quello che molto probabilmente avrebbe rilevato che la saldura tra il cestello e la torre si stava usurando e poteva cedere da un momento all'altro.
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