Sicurezza
Scetticismo diffuso sullipotesi di una gestione singola dellazienda agricola
La privatizzazione non piace a nessuno No dei sindacati e del consigliere Agresti
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CONSIGLIERE. Andrea Agresti del Pdl 2 MINUTI DI LETTURA
ALBERESE. Ancora interventi sul futuro dell'azienda agricola di Alberese, dopo l'ultimo consiglio regionale. Tutti con un denominatore comune: lo scetticismo intorno alla prospettiva di una gestione privata o peggio ancora di un'alienazione di terreni e fabbricati. Cgil e Cisl da una parte, il consigliere regionale Andrea Agresti dall'altra, l'associazione 'Riformiamo' in mezzo. «Il testo della risoluzione appare chiaro ed è la ragione per cui siamo preoccupati - scrive Marido Zampieri (Riformiamo) - ciò che purtroppo ancora non emerge è come si intende valorizzare e riorganizzare l'Ente salvaguardando bilancio e occupazione. Nessuno è entrato nell'analisi puntuale sul ruolo che l'Azienda deve avere, i rapporti con il Parco, per esempio. Lo faremo noi, quindi, come associazione, la sera del 7 febbraio, alle 21, nel corso di un'assemblea pubblica ad Alberese». «L'Azienda agricola deve rimanere di proprietà pubblica ma passare in gestione non ai privati, bensì al Parco della Maremma. Solo così si può garantire un efficace volano di sviluppo». Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Andrea Agresti (vicepresidente della Commissione Ambiente), che prende definitivamente posizione sul destino di Alberese dopo l'astensione del Pdl in consiglio regionale sulla risoluzione per il trasferimento ai privati dell'Azienda agricola. «La nostra astensione - spiega Agresti - vuole riaprire il dibattito sul futuro di Alberese, così da prendere in esame anche altre ipotesi. Noi siamo infatti contrari all'affidamento dell'Azienda ai privati per due ordini di motivi: il primo è che l'Azienda fa parte del territorio non solo geograficamente, ma anche per quanto riguarda la sua storia, la cultura e le tradizioni. Pensiamo ai butteri. Il secondo motivo è che l'Azienda insiste per la stragrande maggioranza del suo territorio nel Parco della Maremma che, con i suoi vincoli e con le sue esigenze di tutela, risulterebbe una realtà penalizzante per l'attività di privati. Al contrario, proprio il 'brand' Parco può conferire appeal commerciale e strategico per le tipicità territoriali. Vorremmo inoltre fosse scongiurata l'ipotesi che la Regione Toscana venda gli edifici, ovvero i Magazzini Lorenesi e la Villa Granducale: Alberese vale se integra, e sarebbe scellerato scindere il patrimonio dalla gestione». Infine Cgil e Cisl. Paola Pancellini (Flai) e Antonella Biondi (Fai) si dicono preoccupate per l'oocupazione (40 i lavoratori dell'Azienda - ndr) «a fronte di molteplici dichiarazioni delle istituzioni regionali e territoriali, troppe volte contrastanti». Cgil e Cisl, al momento, sostengono il percorso intrapreso ma fissano due paletti: no a vendite o privatizzazioni, no alla riduzione dei livelli occupazionali. «Abbiamo fiducia nel nuovo commissario Valter Nunziatini e nelle maestranze dell'Azienda, quelle assunte a tempo indeterminate e quelle avventizie. Siamo convinti che si potrà evitare nuove perdite di bilancio». (g.b.)
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