Il dolore
Dal mercato del bestiame allabbandono. E oggi la nuova prospettiva
Il recupero di un'area degradata
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GROSSETO. C'è ancora un patrimonio ingente da mettere sul mercato nell'area dell'ex Foro Boario. Il tentativo di cedere a proviti quelle strutture abbandonate e quei terreni è andato già fallito un paio di volte, e fino ad oggi è andata in porto solo la cessione, da parte del Comune, dell'area del campo di calcio di via Monterosa. Per il resto, troppo poco appetibili le destinazioni d'uso, troppo direzionale in un'area in cui si prevedeva di realizzare anche la sede unica del Comune. Per questo - spiega il presidente della Cciaa Lamioni - si attende il regolamento urbanistico» prima di prendere una decisione su come valorizzare quegli immobili. Si tratta di aumentare, infatti, le destinazioni residenziali, rendendo più appetibile tutta l'area. Il complesso del Foro Boario nacque alla fine degli anni '50 e doveva agevolare la vendita del bestiame allevato dai produttori locali. I realtà ebbe vita molto breve perché il sistema di commercializzazione del bestiame, impostato sull'esposizione e il mercato, fu sostituito dalla vendita diretta in allevamento, meno costosa per gli allevatori. Finita la sua funzione, il Foro Boario fu utilizzato per sporadiche manifestazioni zootecniche. La pietra tombale ce la misero le autorità sanitarie nel 1986, quando chiusero, per inadeguatezza, la struttura. E.P.
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