Il Tirreno

Grosseto

Sigilli al cantiere del porto

Renzo Wongher   Federico Lazzotti
Sigilli al cantiere del porto

Blitz della forestale nella zona di stoccaggio a La Soda

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 PORTO S. STEFANO. Ennesimo sequestro all'Argentario. E nuove ombre sulla realizzazione e gestione del porto, in vista della stagione estiva. Stavolta nel mirino della Procura di Grosseto è finito un terreno che il Comune ha dato in concessione alla ditta che sta eseguendo i lavori sul pontile del lungomare Andrea Doria, a Porto Ercole. L'ipotesi di reato - secondo fonti investigative - riguarderebbe lo smaltimento dei rifiuti che derivano dal dragaggio del fondale.  Così i nastri biancorossi, adesso, sventolano dalla Cantoniera alla Soda al Piazzale Candi. Dopo il sequestro già effettuato, dieci giorni fa, del pontile galleggiante della Porto Domiziano e con la spada di Damocle del sequestro sospesa sugli altri 17 pontili che ospitano il naviglio da diporto nei bacini portuali di Porto S. Stefano e di Porto Ercole, ieri mattina è scattato un altro sequestro, stavolta effettuato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato.  In questo caso non si tratta di pontili galleggianti ma comunque un collegamento con il mare esiste anche in questa operazione. Il comune di Monte Argentario, infatti, proprietario di un terreno abbastanza vasto in località La Soda (dove doveva essere realizzato il campo sportivo) ne aveva dato parte di esso, poco visibile dalle strade di intenso traffico, in uso alla ditta che effettua i lavori di ripristino del Lungomare Andrea Doria di Porto Ercole, come area di cantiere.  «La zona - spiega il sindaco Arturo Cerulli - è a circa quattro chilometri dal porto. L'ordinanza del Comune, due mesi fa, è stata fatta per facilitare lo stoccaggio dei rifiuti alla ditta e soprattutto per evitare che i rifiuti che derivano dal dragaggio del porto si ammucchiassero lungo la banchina. Evidentemente però la nostra attenzione non è piaciuta e così da domani avremo sassi e detriti lungo il porto, alla faccia del panorama».  La zona sequestrata è un'area dove potevano essere conservate attrezzature e materiali da impiegare per le opere previste sul lungomare della frazione argentarina. Pare che invece la ditta lo abbia usato in modo differente. Infatti la causa del sequestro sembra essere motivata dal fatto che in quel terreno l'impresa abbia stoccato materiale inerte prelevato dal fondale marino antistante il lungomare portercolese. Si tratterebbe di massi e fanghi che potrebbero costituire rifiuti speciali che doveva essere smaltiti come tali.  Sembra che sotto tali materiali non siano stati stesi i teli destinati ad evitare che il percolato filtrasse nel terreno. Adesso l'incognita riguarda il fututo dei lavori. La speranza dell'amministrazione è che il provvedimento della Forestale non blocchi il cantiere sul lungomare Andrea Doria la cui conclusione era stata prevista per la primavera, in vista della stagione estiva, sempre più indubbio dopo l'ennesimo terremoto sul Promontorio dell'Argentario. In questo dibattito entra il sindaco Cerulli, al centro della bufera e di cui la minoranza chiede le dimissioni. «Lo dico chiaramente - spiega - non mi dimetterò ma affronterò le difficoltà del Comune cercando di risolverle al più presto, per garantire il lavoro a tutte quelle persone che operano nel settore legato alla nautica e al tursimo». Per giovedì, in Regione, è previsto l'incontro per cercare una soluzione per i sei pontili di Porto Santo Setfano, dove il Piano del Porto è in attesa dell'ok da parte del Minisetro. Molto probabilmente la proposta sarà quella di affidare la concessione dei moli al Comune in modo temporaneo.

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