Il Tirreno

Grosseto

Alla stazione. Ha affrontato l’udienza in Tribunale dopo aver risarcito la vittima

Rapinò 100 euro a un cinese

<b>STAZIONE</b> L&#146;aggressione ripresa dalle telecamere
◗
STAZIONE L’aggressione ripresa dalle telecamere

Un anno e 2 mesi la pena per un idraulico quarantenne

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Un anno, 2 mesi e 10 giorni di reclusione è la pena patteggiata da Riccardo Viviani, idraulico 41enne abitante a Scansano che il 29 maggio scorso venne arrestato su ordine di custodia cautelare per la rapina da 100 euro con lesioni commessa alla stazione di Grosseto, di cui il 2 aprile precedente era rimasto vittima un cittadino cinese di 42 anni, venditore ambulante, preso a calci al corpo e a pugni alla testa (5 giorni di guarigione).  Viviani, tornato in libertà completa da giugno, era accusato con i fidanzati Massimiliano Maturo, 28 anni, e Jennifer Costanzo, 20 - per i quali l'udienza preliminare deve ancora tenersi - ma anche con una quarta persona non identificata dell'aggressione avvenuta nell'androne della stazione. Ma il fatto, secondo la ricostruzione della polizia di stato, era iniziato in un bar della zona di piazza de Maria, il Venerdì Santo. Qui, mentre gli avventori seguivano in tv la partita che il Grosseto stava disputando ad Ascoli, l'attenzione di Viviani sarebbe stata colpita da uno straniero, il cinese, appunto, che dal mattino pare stesse giocando - e vincendo - alle slot machine. Più o meno 1.500 euro. «Ora ti rapiniamo, ora ti si spacca la testa» sarebbero state le parole dette da Viviani. Quando il cinese era uscito, l'uomo l'aveva seguito. E verosimilmente era stato proprio lui, poco prima, a bucare la gomma della ruota dell'auto del cinese. L'ambulante si era allontanato percorrendo in auto l'anello intorno alle Mura ma era stato seguito. In via Porciatti era stato affiancato da un'utilitaria bianca: alla guida c'era Viviani. «Serve aiuto?». E invece di offrire aiuto, l'uomo avrebbe afferrato il cellulare dello straniero scaravendandolo all'interno dell'abitacolo e rendendolo inservibile. Viviani avrebbe anche detto di appartenere alla mafia. La fuga dell'ambulante era ripresa, sempre con la ruota a terra, e si era conclusa alla stazione. Qui l'atto finale, raccontato anche dalle telecamere interne puntate verso le biglietterie. Viviani avrebbe mimato il taglio della gola, l'ambulante si era allontanato, poi erano entrati in scena anche un ragazzo e una ragazza, appunto Maturo e Costanzo. I quali avevano però protestato da subito la propria estraneità ai fatti: «Volevo solo dividerli», aveva detto Maturo. Viviani era poi riuscito a farsi consegnare 100 euro. Mentre i fidanzati si avvicinavano, lo straniero aveva afferrato uno dei colonnini regola-coda e si era scagliato contro la coppia, messa in fuga. La Volante era arrivata poco dopo e aveva denunciato i due, che si erano allontanati di poco.  Di fronte al giudice Mezzaluna, Viviani era assistito dall'avvocato Sanfelici: aveva risarcito i cento euro rapinati con un vaglia postale. La pena - che comprende anche il reato di danneggiamento - è stata sospesa. P.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze