Il Tirreno

Grosseto

Lettera dei genitori di via Buozzi

Rabbia a scuola «Frutta non fresca»

Paola Villani
<b>INTERVALLO.</b> A base di frutta di stagione
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INTERVALLO. A base di frutta di stagione

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 FOLLONICA. A scuola la frutta a merenda andrebbe anche bene, basterebbe fosse di stagione e fresca. Nuove polemiche sorgono intorno al progetto "Frutta nelle scuole" promosso dalla direzione didattica follonichese: stavolta il problema non è solo la promozione, letta come imposizione, del mangiar sano, quanto il fatto che a sentire alcuni genitori di alunni della scuola elementare di via Buozzi, i prodotti dati ai bambini non corrispondono ai canoni del progetto europeo.  Nell'anno scolastico in corso, il circolo didattico di Follonica ha aderito per la prima volta al progetto "Frutta nelle scuole" un programma comunitario realizzato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, che prevede la distribuzione gratuita di prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (mele, pere, susine, albicocche, kiwi, fragole, finocchi, pomodori, carote) tenendo conto della stagionalità e della provenienza, di qualità certificata e di provenienza integrata, questo dissero dalla scuola pochi mesi fa.  «Siamo genitori di alcuni alunni della scuola elementare di via Buozzi - hanno scritto le famiglie alla dirigente Costanza Soprana - con soddisfazione all'inizio dell'anno siamo venuti a conoscenza che la direzione didattica di Follonica intendeva promuovere il consumo di frutta e verdura nelle scuole. Ad oggi possiamo dire con certezza che i nostri figli si sono ritrovati a mangiare nella pausa della merenda, talvolta frutta non di stagione (susine) o mele tagliate e confezionate giorni prima in apposite vaschette di plastica provenienti da centinaia di chilometri di distanza o mandarini insacchettati in bustine di plastica non biodegradabile. In tutto questo non vediamo né l'aspetto educativo né quello salutare visto che abbiamo potuto verificare che una mela tagliata dentro una vaschetta aperta da alcune ore conservava sempre un bel colore giallo come quello di una mela appena tagliata».  L'altra contestazione che viene fatta è quella che abbiamo avvertito questo progetto come «l'ennesima ingerenza e prepotenza dello Stato (vedi l'imposizione dei grembiuli a spese delle famiglie) nella sfera privata della famiglia. Un buon progetto sarebbe stato quello di coinvolgere le famiglie, di portare frutta fresca a scuola in cassette senza inutili imballaggi». I genitori ribadiscono come accadde per la materna di Campi Alti, di voler dare ai propri figli la colazione che ritengono migliore, senza che le maestre, dicono loro, ne vietino il consumo.

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