Il Tirreno

Grosseto

L’assessore Giuseppe Monaci ha seguito da vicino l’intera vicenda

«Ora finiamo le bonifiche»

«Ora finiamo le bonifiche»

Ma i soldi sono pochi: «Linea comune col ministero»

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 GROSSETO. La vicenda di Strillaie, della discarica prima, dell'impianto poi, sono state seguite mese dopo mese dall'assessore all'ambiente Giuseppe Monaci. E se la partenza dell'impianto è un suo successo, ci sono ancora delle bonifiche da realizzare nell'area attorno alla discarica. «Già nel 2006 il Comune - spiega Monaci - nonostante avesse gestito per decenni una discarica, non ne aveva ereditato alcun vantaggio ma solo debiti e questioni pesantissime da risolvere. L'ingarbugliata situazione vedeva tre diverse questioni distinte ma collegate: la discarica, il limitrofo impianto di cdr da costruire, la bonifica».  «L'ingarbugliata situazione - prosegue - vedeva tre diverse questioni distinte ma collegate: la discarica, il limitrofo impianto di cdr da costruire, la bonifica. Tutto ciò in un contesto reso molto caldo dalle polemiche che i comitati hanno alimentato al fine di bloccare la realizzazione dell'impianto di cdr».  Ora però la questione è chiusa.  «Sì, è chiusa. Ma ho scoperto a mie spese quanto sia difficile veicolare una corretta informazione alla cittadinanza quando si affrontano questioni complesse in cui altri, chi in buona, chi in cattiva fede, tutti i giorni lavorano per sollevare polveroni. E purtroppo anche molti addetti ai lavori nei loro interventi hanno dimostrato di fare un'incredibile confusione tra i tre argomenti sopra esposti, che per la verità sono collegati».  Facciamo chiarezza. Partiamo dalla discarica.  «L'esaurimento della discarica a fine 2007 non era stato supportato da altre previsioni e abbiamo dovuto fare un nuovo accordo con Cannicci a Paganico, concependo per noi e per Castiglione un'attività di "trasferenza", cioè di pre-trattamento dei rifiuti, per ridurne il volume. Abbiamo messo in opera un depuratore per il percolato che si estrae dalla discarica e affrontato con i Comuni che hanno conferito la spinosa questione del rimborso di spese pregresse che il Comune di Grosseto aveva anticipato. Inoltre abbiamo iniziato l'attività di copertura della discarica, che non era mai stata affrontata, iniziando dall'ultimo appezzamento coltivato, anche per limitare la produzione di percolato».  Ma la bonifica? A che punto siete?  «La bonifica di alcune porzioni è necessaria perché nel passato sono state utilizzate in maniera non razionale e quindi hanno comportato inquinamento. Sono spese enormi, decine di milioni, ed il ministero dell'Ambiente sin dal 2005 con l'inclusione in un Sin (Sito di Interesse Nazionale) di bonifica, ci ha assegnato solo 1 milione (e non 2 come qualcuno ha detto di recente) che però ancora non ci ha potuto elargire ed è impensabile che ci siano altri finanziamenti. Non solo, ma abbiamo dovuto intervenire d'urgenza per la messa in sicurezza della falda superficiale, inquinata. Però abbiamo trovato una linea comune col ministero per andare avanti e abbiamo realizzato uno dei più grandi impianti esistenti di depurazione mediante pompaggio e filtrazione delle acque di falda. Pian piano faremo anche tutta la bonifica».  E veniamo all'impianto.  «La realizzazione, prevista nel piano provinciale dei rifiuti, è stata avversata da comitati che, per stopparlo, sostenevano, sbagliando, che il perimetro del Sin da bonificare comprendesse anche quest'area. Io ho sempre tenuto duro sulla mia posizione. Alla fine il ministero ci ha dato ragione e ora il Consiglio di Sato ha confermato la sentenza del Tar. Ma mentre si combattevano queste battaglie abbiamo variato più volte il progetto della barriera idraulica di sbarramento della falda inquinata, proprio per far coincidere le esigenze della bonifica con le esigenze operative del futuro impianto di Cdr e compost. Ora, finalmente, l'impianto può partire». (g.f.)

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