Il Tirreno

Grosseto

I dati Cna fino al 2010 sulle imprese

Edilizia e agricoltura Un'azienda su quattro ora parla straniero

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STRANIERI. Sempre più titolari d’azienda

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 CASTEL DEL PIANO. Gli immigrati, sull'Amiata, si attrezzano e i più intraprendenti trasformano la primitiva attività di manovalanza alle dipendenze di datori di lavoro italiani, in attività imprenditoriale e capace di offrire occupazione a decine di persone. Per ora, però, pare, solo occupazione a lavoratori non italiani. Un trend, questo, già ampiamente diffuso a livello nazionale. Infatti, se è noto ed evidente, seppure non si disponga di dati attendibili e certissimi, che molta della mano d'opera impiegata nelle aziende italiane sia di provenienza extracomunitaria e/o neocomunitaria, è forse meno noto che molti cittadini extracomunitari e neocomunitari sono piccoli imprenditori, lavorano come artigiani e/o commercianti e spesso sono anche datori di lavoro.  Un fenomeno, dunque, presente anche sull'Amiata dove la presenza di cittadini extracomunitari è ormai una realtà consolidata da anni. Dai dati che può fornire la Cna di zona si evidenzia che delle 104 iscrizioni alla Cciaa avvenute nel periodo 2004 - 2010, i cittadini extracomunitari e neocomunitari sono 26, pari al 25% esatto di tutte le imprese che hanno iniziato la propria attività in questo lasso di tempo.  Un piccolo esercito di aziende delle quali l'etnia di provenienza è la più svariata. Ma largamente prevalenti sono Albania, Romania, paesi della ex Jugoslavia, i magrebini. Non mancano polacchi, iraniani, turchi, curdi. I datori di lavoro extracomunitari - rispetto alle ditte che ususfruiscono del Servizio Libri Paga della Cna dell'Amiata, rappresentano circa il 15% e siccome spesso si occupano di lavori stagionali, l'assorbimento di mano d'opera, in quei periodi, quasi sempre di connazionali è piuttosto alto (in alcuni casi, in queste ditte, anche venti persone assunte per periodi più o meno lunghi). I mestieri cui ci si rivolge in larga prevalenza sono l'edilizia, le lavorazioni agricole (sistemazione di vigneti ed oliveti, raccolta, potatura eccetera), il taglio del bosco. Soprattutto in questi due ultimi settori, la presenza di datori di lavoro extracomunitari è oramai molto marcata. Si tratta spesso di persone (stagionali, per lo più) a cui aziende agricole italiane hanno dato il benservito in tempo di crisi e che per sopravvivere hanno deciso di mettersi in proprio ed offrono lavoro a costi concorrenziali.  «Le difficoltà maggiori che tali imprese (sia datori di lavoro che semplici lavoratori autonomi) incontrano - spiega Maurizio Pellegrini, responsabile di zona della Cna Amiata - sono per lo più ricondicibili a due ordini di problemi: il primo riguarda i numerosi e complessi adempimenti che richiede la burocrazia nazionale, indigesta anche agli italiani ma più difficile da far rispettare a persone provenienti da contesti nei quali le cose sono molto più semplici che da noi. Il secondo ordine di problemi è rappresentato dalle risorse finanziarie. La mancanza, spesso totale, di capitale aziendale e/o patrimonio personale da offrire a garanzia, ne limita molto l'accesso al credito».  Nonostante le difficoltà, l'imprenditoria extracomunitaria è ormai un fenomeno in piena crescita: «Rappresentano una realtà oramai tangibile in Amiata - prosegue - anche se avranno bisogno ancora di un po' di tempo per integrarsi meglio. Alcuni sono decisamente svegli altri hanno appena iniziato e ci stanno provando. Ma secondo me il fenomeno è irreversibile e destinato a consolidarsi. Tra qualche anno lo avremo metabolizzato come fatto corrente ed usuale». (f.b.)

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