Il Tirreno

Grosseto

La storia di Giulia Bianchini, cooperatrice nel continente nero

Volontaria nei villaggi dei pigmei «Che bello portare aiuti ai bambini»

<b>REP.CENTRAFRICANA. </b>Giulia con due bambini
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REP.CENTRAFRICANA. Giulia con due bambini

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 GROSSETO. In città c'è anche chi ha cambiato continente solo per aiutare i bisognosi. E così l'Africa è diventata la terra ideale per progetti di sviluppo. Giulia Bianchini, 29 anni, grossetana è una di queste collaboratrici. Appassionata, volontaria per un periodo, cooperatrice adesso, dopo aver studiato scienze internazionali a Pisa, da qualche tempo lavora per Coopi, un'organizzazione non governativa italiana (nata nel 1965) operativa per varie missioni nel continente nero e nelle zone meridionali del pianeta. Come il progetto attivo nella Repubblica Centrafricana, grazie ai finanziamenti di Onu, Unione Europea e Banca Mondiale.  Dove Giulia è già stata a settembre e ottobre e dove tornerà la prossima settimana.  «Nei mesi scorsi mi sono occupata di un progetto per il sostegno a distanza di circa 300 bimbi di quel paese - spiega Giulia - Non è esattamente il principio dell'adozione a distanza, ma un programma per l'educazione di quei bambini centrafricani di famiglie vulnerabili e allargate, sia nella capitale Bangui che dei villaggi periferici. Ho lavorato sulla parte burocratica, dal pagamento delle rette scolastiche, alla distribuzione di penne e quaderni. Tutto materiale pagato con i soldi arrivati da parte dei singoli donatori di altre nazioni. Senza dimenticare il sostegno alimentare, e le cure mediche di quei piccoli bambini».  E così la grossetana ha provveduto a smistare pacchi con il pesce, il riso, le scatolette di sardine consegnate anche ai villaggi più sperduti. Da lì Giulia e gli altri collaboratori del progetto ha raggiunto anche i pigmei, il tradizionale popolo di bassissima statura. «Siamo arrivati con bus speciali in villaggi immersi nelle foreste africane - come a Mbaiki, dove c'è da lavorare sulla sicurezza alimentare. Lì c'è da registrare all'anagrafe la popolazione, sensibilizzarla alla scolarizzazione, e spesso abbiamo bonificato pozzi per l'acqua potabile. Visto che i pigmei vivono ancora nelle foreste». Un'attività di sacrificio che ti ripaga di tanti sforzi. «Arrivare nei villaggi e vedere i bambini correrti dietro la macchina per la felicità è un qualcosa di indescrivibile - aggiunge Giulia - qualcosa che ti fa dimenticare fatiche e disagi che tutto questo comporta». Tanto che martedì tornerà in Africa. Con un nuovo progetto. M.B.

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