Il Tirreno

Grosseto

LO STUDIO

Saranno necessarie bonifiche

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Di radon - dicono gli esperti - si parla troppo poco, nonostante negli ultimi anni siano state perfino chiuse delle scuole in Friuli. Per questo motivo la Regione ha promosso e affidato ad Arpat la realizzazione di una indagine sulla con-centrazione del radon negli ambienti di vita e di lavoro pubblici e privati, che ha coinvolto un campione di alcune migliaia di edifici, distribuiti sul territorio regionale. Il progetto - di cui oggi diamo conto - era finalizzato ad approfondire le conoscenze sulla distribuzione dei livelli di radon e a identificare le aree dove le concentrazioni sono più elevate, come previsto dal D.Lgs. 241/2000.  Nelle zone a più alta concentrazione dovranno ora essere effettuate misure di salvaguardia per la salute. I risultati mostrano che in Toscana la popolazione in generale, e i bambini in particolare, durante le loro attività risultano esposti ad una concentrazione di radon medio-bassa. In provincia di Grosseto però sono presenti numerosi edifici con livelli medio-alti. Il primo passo per mettere sotto controllo il radon è quello di avere la mappa completa dei territori e dei fabbricati a rischio. Tutte le strutture costruite fino agli anni Ottanta sono interessate dalla presenza di gas radon nei piani terra e seminterrati. Per la cronaca il radon è anche studiato come precursore sismico; sembra infatti che quando nel sottosuolo si verificano fratture e smottamenti (che producono poi i terremoti) le emissioni di radon in superficie aumentano considerevolmente. (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa