Il Tirreno

Grosseto

L’ingegner Maurizio Fortunati progetta i parchi di divertimento

«Ricostruirò il piccolo Egitto» L'Africa made in Grosseto

Matteo Baccellini
<b>LITTLE EGYPT. </b>Il progetto pronto dell&#146;Egitto in miniatura
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LITTLE EGYPT. Il progetto pronto dell’Egitto in miniatura

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 GROSSETO. Da quando progettava attrazioni per un parco di divertimenti in Germania, il Mini Mundus di Ravensburg, l'ingegner Maurizio Fortunati ha macinato idee e conquistato passo dopo passo nuove terre. Grossetano doc, 46 anni, trapiantato a Savignano sul Rubicone dal 1996, vicino a Riccione, sta per lanciare un doppio assalto imprenditoriale all'amata Africa. Il primo riguarda l'Egitto, dove è quasi partita la costruzione di Little Egypt, un parco divertimenti nel Mar Rosso. Con tanto di ricostruzione di una piramide alta 16 metri e della riproduzione della diga di Assuan e del tempio di Karnak. Il secondo è invece in Marocco, dove la progettazione del parco Petit Rabat è ormai molto più di un'idea.  Fortunati ci risponde proprio dal Marocco, dove ha incontri frequenti in queste orer con il consigliere del re. E da lì racconta la sua storia suddivisa tra Toscana, Romagna e Africa. «In Italia mi ero già occupato della meccanica applicata al divertimento - spiega - lavorando per l'Italia in miniatura. Un'avventura nata quasi per caso, un po' come quella egiziana e marocchina». Anche se col Marocco ha un legame particolare, essendo il paese della moglie che gli ha dato una bimba di 8 anni.  Nel 2006, da libero professionista, l'ingegnere grossetano era tornato in Maremma a lavorare alla Vemar, per un periodo. Poi la svolta. «Ho iniziato a collaborare con lo studio tecnico di Riccione Tausani-Ferrini & Partners e quando due amici sono tornati dalla vacanza a Sharm el Sheik, nel 2008, è nato il progetto di ricostruire un piccolo Egitto a due passi dal mare. Sono partito per Sharm e la cosa si è concretizzata. Un'operazione che vale quasi 30 milioni di euro». Del resto l'area su cui sorgerà il parco sarà di 10 ettari, con negozi su due piani, ristoranti, animatori in costume per richiamare il vecchio Egitto.  Il difficile, come si può immaginare, è trovare i finanziamenti: a quello, nel paese delle Piramidi, ci ha pensato Esam Rateb, un grandissimo imprenditore egiziano, proprietario di tv, costruttore. La corsa contro il tempo è già scattata: a febbraio sarà pronto il progetto esecutivo, i lavori forse a maggio. Ma Fortunati guarda già oltre.  L'ultimo progetto è il Petit Maroc. E qui l'ingegnere dovrà superarsi per progettare le bellezze in piccolo del paese del re Mohammed VI. «Alcuni amici marocchini mi hanno messo in contatto con il primo consigliere della corona, e con un grosso investitore di Rabat, interessato a realizzare il piccolo Marocco. Con i monumenti simbolo di questo straordinario paese».  Ma non solo quello. L'idea dell'ingegnere grossetano è quella di abbinare al Petit Maroc, un investimento da 20 milioni di euro, un villaggio turistico in cui creare un resort con ristorante multietnico (vedi sotto): un abbinamento di cucina toscana e marocchina con cui deliziare i palati degli avventori.  E far divertire un po' tutti, con le miniature che fa muovere lui.  

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