Il Tirreno

Grosseto

Assunto dopo la morte sul lavoro

Assunto dopo la morte sul lavoro

Grosseto, era "in nero". C'è l'accusa di regolarizzazione postuma

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GROSSETO. Per la morte di Angiolino Bardelli, 60 anni, ferroviere in pensione, caduto da un'impalcatura mentre ultimava una tettoia nel settembre di tre anni fa, sono indagati in dieci. Alcuni per omicidio colposo in violazione delle norme di sicurezza, altri per falso, altri per favoreggiamento personale. Il sostituto procuratore Stefano Pizza ha inviato già alcune settimane fa l'avviso di fine indagini e la richiesta di rinvio a giudizio sarebbe questione di giorni.

L'incidente mortale avvenne intorno a mezzogiorno dell'8 settembre 2008. La vittima era al lavoro su un'impalcatura in un'azienda agricola che si trova nella zona di Case Migliorini, a Campagnatico (Grosseto), per realizzare una tettoia in legno di una villa. L'uomo cadde battendo la testa.

Cooperazione colposa in omicidio colposo è l'ipotesi contestata ai legali rappresentanti della Dsm Montaggi, Daniele Priore e Spartaco Priore, impresa subbappaltatrice dei lavori di ristrutturazione dell'azienda agricola di Fonte Marina Alta di Campagnatico (l'azienda è estranea); indagato è anche Mario Gennari, cui la proprietà aveva affidato i lavori in prima istanza. Insieme a loro tre, c'è anche l'ingegner Gianni Bartalucci, coordinatore. C'è anche l'ipotesi di falso ideologico commesso da un privato in un atto pubblico. Il pm sospetta che Daniele e Spartaco Priore, nonché la madre Antonella Mescolini, abbiano incaricato tramite Bartalucci un professionista, Francesco Ciaravella, per la redazione del piano sicurezza: un piano che sarebbe falso, perché inesistente alla data dell'8 settembre (sarebbe stato materialmente firmato il 9 o comunque dopo).

I due Priore e la loro madre avrebbero dato un incarico per la regolarizzazione "postuma" di Bardelli, che invece sarebbe stato al nero. Tale incarico sarebbe stato affidato al commercialista Giorgio Mensi e alla consulente del lavoro Elisabetta Fanti. I primi tre avrebbero fornito agli altri due la documentazione necessaria, tra cui anche il documento di identità che i Priore avrebbero prelevato a Bardelli dopo la caduta. Vi sarebbe la firma falsa di Angiolino su cinque documenti datati 8 settembre. Tale condotta di Mescolini, Mensi e Fanti avrebbe aiutato i due Priore a eludere le indagini.

Falso contestato anche al dottor Roberto Martini e alla segretaria Francesca Benelli: avrebbero predisposto la prenotazione della visita di legge con data scritta al computer 8 settembre, ma sarebbe stata compilata in data successiva.

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