Sicurezza
Gioco in tv, bolletta alle stelle
Federico Lazzotti
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QUIZ IN TV. La causa della presunta truffa telefonica (foto darchivio) Anziana denuncia: la procura apre un'inchiesta per truffa
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GROSSETO. Seduta davanti alla tv e ingolosita dal premio in palio, quando ha riconosciuto il ritornello di "Pappa al pomodoro" ha preso il telefono e ha composto il numero che scorreva sullo schermo del programma satellitare "Canale Italia" per rispondere al quesito, sicura di vincere. La prima brutta sorpresa della telespettatrice grossetana è stata quella di trovare la linea occupata, la seconda, se possibile, è stata anche peggiore della prima, perché leggendo la bolletta telefonica del bimestre successivo si è vista addebitare quaranta chiamate da un numero "895" mai effettuate, per una spesa totale che sfiora i cento euro. La Procura di Grosseto, dopo la denuncia della donna, ha aperto un'inchiesta per truffa condotta dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi, ai danni della società che gestisce il gioco. Secondo gli inquirenti della polizia postale che conducono l'indagine, ci potrebbe essere un sistema attraverso il quale la società di Palermo, la Dp Mobile Srl, riesce ad addebitare il costo della chiamata anche se questa - come nel caso della signora grossetana - non va a buon fine. Dagli accertamenti eseguiti fino ad oggi il regolamento del gioco, venduto dalla Srl a diversi canali televisivi, quando il telespettatore chiama e risponde correttamente viene inserito in una lista. Da questa, poi ogni 400 mila chiamate, viene estratto il vincitore che a quel punto può spendere il montepremi per l'acquisto di loghi e suonerie per il proprio cellulare. Il tutto - garantisce il regolamento - alla presenza di un notaio. Allora com'è possibile che la signora grossetana di 76 anni si sia vista addebitare un centinaio di euro sulla propria bolletta senza aver mai trovato la linea libera? Un sistema per raggirare telespettatori sprovveduti e poco pratici con la bolletta del telefono oppure un singolo disguido che ha innescato un addebito che non doveva essere conteggiato? Gli agenti della postale hanno già sentito a verbale l'amministratore delegato della società, un imprenditore palermitano di 34 anni. Al termine dell'interrogatorio il titolare dell'Srl avrebbe detto agli agenti di «essere disposto a risarcire la signora grossetana». Un segno che qualcosa all'interno del quiz non deve aver funzionato.
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