Il Tirreno

Grosseto

Perizia su proiettile e lettera

<strong>LETTERA E PROIETTILE.</strong> Al laboratorio della polizia scietifica di Firenze
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LETTERA E PROIETTILE. Al laboratorio della polizia scietifica di Firenze

Minacce al finanziere, caccia all'impronta dell'autore

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GROSSETO. Una perizia scientifica sul proiettile e la lettera di minacce recapitata tra Natale e Capodanno al luogotenente della Finanza di Santo Stefano Daniele Cappelli, il militare che indaga sulle presunte irregolarità nella gestione dei pontili all'Argentario. Lo ha disposto la Procura aprendo un fascicolo contro ignoti.  L'ipotesi del pubblico ministero che conduce le indagini è quella di minacce aggravate. Ora la speranza degli investigatori che hanno spedito tutto il materiale sequestrato al laboratorio fiorentino della polizia scientifica, è quella di trovare sul foglio di carta o sul proiettile arrivati a casa Cappelli un'impronta digitale "pulita" e attraverso questa risalire all'autore delle «minacce in stile mafioso» che lo scorso 5 gannaio hanno convinto il Comitato per l'ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto a concedere alla moglie e al figlio dell'ufficiale un servizio di protezione. 

«Per risalire a chi ha confezionato la lettera - spiega chi ogni giorno fa analisi di laboratorio simili - non basta trovare l'impronta. Quello è solo il primo passo. Infatti - va avanti - per dare un nome al presunto colpevole è determinante che la sua impronta sia inserita nel data base delle forze dell'ordine. Solo se viene trovata una corrispondenza tra i due profili: digitale e di laboratorio allora si arriva al nome di chi ha confezionato la lettera».  Ecco perché gli inquirenti, in attesa dei risultati delle analisi di laboratorio, stanno anche cercando di capire la provenienza delle busta, in pratica da dove e quando sia stata spedita.  Da questo la polizia giudiziaria spera di avere altri elementi utili per chiudere il cerchio, almeno riguardo alle persone che avrebbero potuto avere un movente per minacciare l'ufficiale. 

Il primo nodo da sciogliere, però, è quello che riguarda il collegamento tra l'indagine "Pontili puliti" che sta facendo tremare Santo Stefano e Porto Ercole e la lettera minatoria. A supporto di questa ipotesi ci sono due elementi temporali rilevanti: le minacce sono arrivate nei giorni in cui il giudice del tribunale di Grosseto firmava il provvedimento di sequestro del Porto Domiziano e a pochi ore dall'infuocato consiglio comunale durante il quale il sindaco dell'Argentario anticipava la possibilità di provvedimenti dell'autorità giudiziaria nei confronti dei pontilisti.  Ma gli investigatori sanno altrettanto bene che un finanziere che si occupa anche di polizia giudizaria conduce anche molte altre inchieste. Come nel caso del luogotenente Cappelli che negli ultimi anni tra accertamenti fiscali e sequestri ha svolto attività investigative che possono aver dato fastidio a qualcuno. Ecco perché gli inquirenti stanno analizzando anche le altre indagini condotte dal militare a caccia di possibili riscontri temporali tra le minacce subite e le evoluzioni processuali di un caso piuttosto che di un altro. Federico Lazzotti

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