La protesta
L'edilizia trascina l'occupazione ai minimi
Alfredo Faetti
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CRISI.Nella piana di Scarlino In crisi anche il manifatturiero, si salvano agricoltura e Casone
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SCARLINO. La disoccupazione a Scarlino è in aumento. È quanto scaturito dalla verifica fatta dalla maggioranza politica sull'attuazione del programma. I settori più colpiti sono quelli dell'edilizia e tutti i servizi annessi, insieme al campo manifatturiero. L'unica nota positiva riguarda invece l'agricoltura che rispetto agli altri settori tiene. Il Comune di Scarlino, in ogni caso, è in linea con gli standard del resto del territorio grossetano. Nei giorni scorsi le forze politiche che compongono la maggioranza scarlinese (ossia Pd, Idv, Sel, Psi, Verdi e Comunisti Italiani) si sono riunite per fare il punto sulla situazione del programma. Sotto la lente d'ingrandimento sono finite le attività produttive, dato il momento. «La situazione purtroppo, - si legge in una nota congiunta - presenta evidenti difficoltà con punte di criticità elevate. Infatti risultano negativamente in aumento tutti i dati presi in considerazione (numero totale dei disoccupati, aumento degli stessi rispetto al 2008 e 2009, tipologia dei contratti applicati con prevalenza del tempo determinato, ecc)». Questi dati sono stati estrapolati, come spiega l'assessore alle attività produttive Guido Mario Destri, dalla relazione offerta dalla Provincia nei giorni scorsi. Ma dove sono spariti questi posti di lavoro a Scarlino? «I settori più colpiti sono quelli dell'edilizia e del manifatturiero», dice Destri. Nell'epoca della "crisi economica", com'è noto, il settore più colpito nelle nostre zone è quello dell'edilizia. Scarlino, in questo senso, non si distingue. Ma l'aumento della disoccupazione non riguarda soltanto l'ediliza in quanto tale, - spiega Destri - ma anche tutti i servizi collegati: idraulici, elettricisti, antennisti, carpentieri e via discorrendo». È abbastanza logico: se non vengono costruite case, non vengono neanche commissionati sistemi idraulici o elettrici. E l'indotto si blocca. Sulla stessa linea il settore manifatturiero. «Se togliamo le grandi aziende del Casone - continua l'assessore - la gran parte delle imprese scarlinese rientra in questo settore». Stiamo parlando delle aziende di giardinaggio, di potatura, di installazione infissi: in questi campi sono andati persi posti di lavoro rispetto a poco tempo fa. Diverso invece il discorso dell'agricoltura. Una più mirata impostazione nelle assunzioni ha permesso alle aziende operanti nel mondo rurale di mantenere invariato il tasso di occupazione nel settore.
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