Gioco
Uffici postali, il timore della chiusura
Il sindaco di Scarlino Bizzarri capofila della protesta dei primi cittadini «Paura per tre uffici a rischio e per l'apertura ridotta di altri dodici»
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FOLLONICA. Il piano di razionalizzazione di Poste Italiane spa è ancora congelato e le autorità della provincia, riunitesi attorno a un tavolo, storgono il naso. La paura è che una volta "scongelato", la società attui il piano tale e quale a come lo aveva proposto. Intanto, la questione finisce in Regione. Si sono riuniti a Palazzo Aldobrandeschi i quattordici sindaci coinvolti nella potenziale razionalizzazione degli uffici postali decisa dalla società. Il tavolo, convocato dal presidente Leonardo Marras, è servito per fare il punto della situazione, dopo che lo scorso dicembre la notizia della chiusura di tre uffici e la limitata apertura di altri dodici ha portato alle vibranti proteste di enti e cittadini. Partiamo dal dato di fatto, ossia che il piano di razionalizzazione è ancora congelato a Roma. Il tavolo delle trattive sindacali a livello nazionale infatti non si è ancora chiuso. Niente di nuovo, verrebbe da dire. Non fosse che tra le varie istituzioni si sta facendo largo un sospetto. «Ci preoccupa questa stasi a Roma - dice Maurizio Bizzarri, sindaco di Scarlino e capofila nell'iniziativa di protesta - Il timore consiste nel fatto che una volta trovato l'accordo tra i sindacati e la società Poste lo metta in essere senza alcuna modifica, chiudendo i tre uffici e riducendo l'orario di apertura agli altri dodici, così come previsto all'inizio». Sulla base di questo sospetto, Marras e le altre istituzioni corrono ai ripari. La prima iniziativa consiste non solo del far fronte comune tra tutti i primi cittadini che questo piano tocca direttamente, ma coinvolgere anche tutti gli altri sindaci della provincia. «Perchè oggi è toccato a noi, domani potrebbe toccare a loro» come dice Bizzarri. Ma la vicenda sta per allargarsi anche a livelli più alti. Già, perchè la razionalizzazione degli uffici postali non riguarda soltanto Grosseto, ma anche altre province della Toscana, come ad esempio quella di Lucca, in particolare nella zona della Garfagnana. Per questo, il presidente della Regione Enrico Rossi ha convocato un tavolo a Firenze. Convocati per Grosseto il presidente Marras e Bizzarri come capofila. «Ancora non c'è una data - dice il sindaco di Scarlino - Ma si terrà entro febbraio». Intanto, Bizzarri cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Un fatto positivo, comunque, è che gli uffici al momento continuino con la loro solita attività, come quello del Puntone». Infatti, la sede di Poste nella frazione scarlinese è una di quelle che il piano prevede di chiudere. La cosa strana, se vogliamo, sta nel fatto che da una parte questo ufficio potrebbe chiudere i battenti a breve, mentre dall'altra la direzione provinciale ne ha cambiato le disposizioni, spostando l'apertura al pubblico dal sabato al giovedì. A.F.
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