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DIBATTITO SULLAMIATA/2
Landi punta sulla coesione «Rilanciare l'imprenditoria per attirare qui i giovani»
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Emilio Landi 2 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. Sul futuro dell'Amiata il sindaco di Arcidosso Emilio Landi condivide le preoccupazioni del collega di Santa Fiora e del presidente Ulivieri, ma nella sua analisi non mancano spunti ottimistici: «Al di là del quadro complessivo dell'economia noi con i piccoli strumenti che possediamo, possiamo fare qualcosa. La nostra forza e gli stimoli li dobbiamo trovare nella coesione del sistema Amiata. Le azioni che già da tempoo stiamo facendo e che dobbiamo proseguire sono di taglio territoriale. Con il superamento di quella che alcuni hanno definito "Amiata a due velocità". E questo col contributo di tutti i comuni, indipendentemente dai colori politici. Abbiamo lo strumento della Conferenza dei sindaci che ha l'obbligo e, credo, la capacità di promuovere la montagna e di individuare i percorsi possibili». Il perno attorno al quale ruota il ragionamento di Landi è il sistema imprenditoriale: «Nelle nostre possibilità dobbiamo cercare di metter fuori lavoro fresco per le imprese». E poi un occhio ai giovani: «L'emorrgaia di giovani finora l'abbiamo finora contenuta con lavori di "manovalanza". Bisogna, invece, lavorare in prospettiva per stoppare il trend. Lavori legati all'ambiente, alle risorse architettoniche, storiche, artistiche che attivino circuiti turistici, il sistema delle riserve, l'enogastronomia potrebbe essere un piccolo strumento per creare lavoro». E poi gli elementi che fanno ben sperare: «I dati della popolazione Amiata sono stabili, comuni come Cinigiano e Seggiano sono in crescita, e questo è un segnale lusinghiero. Dobbiamo continuare a lavorare sui servizi associati, sule opportunità offerte dai piani strutturali, e soprattutto è indispensabile un lavoro di condivisione con le forze della società. Da sole le istituzioni non possono fare tutto. Impegno comune, dunque, con associazioni, imprese, anche sindacati». (f.b.)
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