Il dolore
La movida sul tavolo della Procura
Francesca Ferri
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INTERVENTO. Forze dellordine accorse in centro Schiamazzi, risse e vandalismi: nuovo esposto dei residenti del centro
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GROSSETO. A nemmeno un anno di distanza dal primo esposto che a giugno porterà il bar Nirvana in Tribunale, gli abitanti di via Montanara non mollano e dal cuore del focolaio della "guerra dei rumori" nel centro storico di Grosseto sferrano l'ennesimo contrattacco. Lunedì scorso dieci famiglie hanno presentato un secondo esposto, sempre per disturbo della quiete pubblica e di nuovo contro il Nirvana, il vicino "scomodo". Schiamazzi, risse, urla degli avventori del locale, infatti, non sono mai cessati e, anzi, si sono "evoluti" in declinazioni ancora più intollerabili. La notte del 12 dicembre, spiegano gli abitanti nell'esposto, «dopo aver più volte colpito i portoni delle abitazioni, alcuni avventori del bar hanno rotto il portellone di protezione dell'impianto a metano del civico 7 e hanno manomesso i rubinetti delle tubazioni del gas causando il malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento dell'appartamento e il pericolo di una fuga di gas». Sono dovuti intervenire i tecnici della Gea ma l'incubo non è finito lì. «Turbativa e schiamazzo - si legge - sono pressoché costanti tutte le sere dalle 22 fino alla chiusura all'1,30, ma in più occasioni si sono protratte anche oltre». Nell'esposto non si tralascia la lite di Natale che, alle 2,20 del mattino, ha coinvolto il gestore e un cliente finiti entrambi al pronto soccorso. Avventori che reagiscono violentemente a chi chiede silenzio e danni alla salute per il mancato riposo sono all'ordine del giorno come, lamentano i cittadini, la musica tenuta «anche ben oltre la mezzanotte a volumi inaccettabili» e l'alcol servito «in bottiglie di vetro anche ben oltre le 22.30», violando il regolamento comunale in materia. Ce n'è, infine, da far inorridire l'Asl. «Tutte le mattine - prosegue l'esposto - di fronte ai portoni e sui palazzi si trovano tracce di urina e vomito» oltre «bottiglie rotte e vetri pericolosi». Insomma niente è cambiato e a niente, pare, è servito quanto fatto finora. Appena giovedì sera l'ennesimo episodio: una baraonda ha tenuto svegli fin quasi all'alba i residenti che, al mattino, si sono ritrovati con il solito scenario: vomito e urina agli angoli, piante sradicate, portoni rotti. «Dobbiamo riconoscere l'impegno del questore - spiega il dottor Andrea Severi, uno dei firmatari - ma evidentemente far pagare una multa non basta a risolvere il problema». «Le accuse dovranno essere naturalmente accertate - spiega l'avvocato del Nirvana Giada Manciulli - anche perché il Nirvana si è dotato di un impianto di riprese video, buttafuori e vigilanza nei periodi di maggiore affluenza. Poi, le fioriere rotte sono in via Garibaldi: si deve capire se i responsabili sono gli avventori del Nirvana o no, visto che ci sono altri bar in zona. Per quanto riguarda la vendita di bevande in contenitori di vetro, il Nirvana non ha mai avuto provvedimenti in violazione dell'ordinanza sindacale e ogni sera riceve controlli delle forze dell'ordine, spesso chiamati dagli stessi gestori». Insomma, la guerra non è ancora finita ma già tutto ricomincia daccapo.
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