Il Tirreno

Grosseto

Azienda di Alberese. Stop alla Regione

Comune e Provincia uniti «Non è il caso di vendere»

Sara Landi
<b>NELLA BUFERA </b>L&#146;Azienda agricola di Alberese
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NELLA BUFERA L’Azienda agricola di Alberese

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 GROSSETO. «L'azienda regionale di Alberese non può essere svenduta, smembrata o cancellata. Ora è tempo di risanarla mentre è prematuro parlare di privatizzazione». Dopo la risoluzione approvata pochi giorni fa dal consiglio regionale - in cui si chiede alla giunta di valutare «la possibilità di una cessazione della gestione diretta entro il prossimo 31 dicembre» - Comune e Provincia fanno quadrato intorno all'azienda e al percorso di risanamento e rilancio avviato di recente con il commissario Valter Nunziatini.  «Rispetto a questa presa di posizione vogliamo dare conto di ciò che con gli assessori Bramerini e Salvadori, stiamo facendo per ridisegnare il futuro di un'azienda che è strategica per il nostro territorio», hanno detto ieri il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi e l'assessore provinciale allo sviluppo rurale Enzo Rossi.  A garanzia di questo ruolo strategico però Comune e Provincia pongono dei paletti irrinunciabili: la difesa dell'unitarietà dell'azienda (quasi 5mila ettari tra campi coltivati, bosco, pineta, vigneti e oliveti), la salvaguardia dell'occupazione (più di 40 i dipendenti impiegati dall'azienda tra fissi e stagionali) e il mantenimento del suo ruolo di utilità pubblica nella tutela del territorio e delle sue specificità, ad esempio come capofila del consorzio di allevatori della vacca maremmana.  «Questa è un'azienda che porta sui mercati della filiera corta e non solo il marchio Alberese - osserva Rossi - Solo il punto vendita vende prodotti dell'azienda e del territorio per 500mila euro l'anno. Per non parlare dei 50 ettari di vigneti che producono Morellino di Scansano docg di ottima qualità».  Lo scenario che Rossi ipotizza è quello di un'azienda che può diventare «punto di riferimento dell'Italia centrale per la produzione agroalimentare di qualità e centro di ricerca e sviluppo in questo settore». Ma se questo è l'obiettivo di lungo periodo del piano strategico su cui si sta lavorando c'è anche il problema più urgente di far tornare i conti.  «Come indicato dal presidente Rossi stiamo lavorando anche sul fronte dell'abbattimento dei costi amministrativi», ha sottolineato da parte sua Borghi. Ulteriore nuova linfa potrebbe venire anche da una gestione più efficiente del comparto agrituristico (una quindicina gli appartamenti presenti in azienda, ndc.). È infatti in preparazione un bando per affidare ad agriturismi del territorio la gestione degli appartamenti. «Finora - spiega Rossi - con la gestione diretta si andava a pareggio mentre contiamo di fare degli utili dimostrando anche che l'azienda è un'alleata e non una concorrente delle imprese locali». «Ci sono tutte le condizioni perché il 2011 sia l'anno della svolta - concordano Borghi e Rossi - e per dare risposte senza dover subire decisioni da Firenze». E alla Regione l'assessore provinciale non risparmia una frecciatina: «Ci fa piacere l'interessamento per Alberese, ma perché solo Alberese? Perché non ci si è occupati anche di altre aziende come San Rossore e Cesa?».

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