Il Tirreno

Grosseto

"Ape", sgombero al viaIl Comune usa la forza

Francesca Ferri
"Ape", sgombero al viaIl Comune usa la forza

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GROSSETO. Un grosso braccio meccanico sgombra una ad una vecchie auto dal piccolo piazzale dell'autofficina stretta a ridosso della ferrovia all'inizio di viale Sonnino. Gioielli d'epoca, per il loro proprietario, Michele Rossi, per tutti semplicemente Ape; vecchie carcasse lasciate lì abusivamente, secondo il titolare del fondo, Romano Verdelli. Basta quest'istantanea a spiegare quello che ieri è accaduto in viale Sonnino al civico zero.

Un numero che non esiste in nessun campanello, al quale risponde un nome che non è scritto in nessuna carta di identità. Ma a quel numero corrisponde una "casa" - due roulotte appena - e a quel nome una persona. E intorno a loro un'autorimessa, anch'essa senza pareti e insegna, un luogo che non esiste eppure c'è. Si trova lungo le strade intorno al viale d'ingresso della città e in un vecchio distributore della Erg dismesso, un garage e un piazzalino. Questo sì un luogo vero ma, per questo, un luogo che ad Ape non appartiene.

E così ieri è arrivato lo sgombero. Tredici auto e due cumuli di rottami portati via per «ripristinare un'area degradata», spiega il Comune. Il proprietario, la finanziaria immobiliare Fin Trading di Arezzo, lo aveva promesso in vendita ad Ape e a suo padre, Domenico, vent'anni fa con un'impegnativa di pagamento in cinque anni. «Ma - spiega Verdelli, amministratore e legale rappresentante della società - non sono riusciti a pagare». Il Tribunale ha sciolto il compromesso; dopo un tira e molla di vent'anni la sentenza è arrivata lo scorso ottobre. «Un'ordinanza del sindaco ci obbliga a sgomberare la zona e a recintarla entro il 24 gennaio - spiega Verdelli -. Abbiamo atteso fino all'ultimo che Rossi portasse via le auto e verificato che siano di sue proprietà al Pra. Ora sistemiamo, dopo si vedrà».

Al lavoro tre camion, i vigili, gli avvocati, l'ufficiale giudiziario. Ape segue le operazioni da una parte, scatta foto ad ogni macchina imbracata e adagiata sul carro attrezzi.
«Ho letto dei vittimismi sulla stampa - spiega poco più là Verdelli - ma qui la vittima è la Fin Trading: questa causa ci è costata una fortuna». «Le auto sono state pignorate a maggio - spiega l'avvocato Paolo Leucalitti di Arezzo che lo assiste insieme alla dottoressa Iris Milano - c'era tempo per fare opposizione». Tra le parti c'è anche un contenzioso legato a un ripetitore installato lì.

Da una finestra sul lato opposto della strada una signora sbircia in basso. Anche i residenti vogliono mandar via Ape dalle strade intorno. Ma quell'"autorimessa", l'unica rimasta al signor Rossi, per ora rimane lì.

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