Il Tirreno

Grosseto

Proiettile a casa del finanziere

Federico Lazzotti
<b>PROTEZIONE</b> L&#146;ufficiale col figlio esce di casa. Accanto, il tenente Cappelli col colonnello Greco Sopra, i sigilli al molo Domiziano
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PROTEZIONE L’ufficiale col figlio esce di casa. Accanto, il tenente Cappelli col colonnello Greco Sopra, i sigilli al molo Domiziano

Ecco le «minacce in stile mafioso» che hanno portato a proteggere la famiglia

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 GROSSETO. Un proiettile e una lettera in cui si fa riferimento a spiacevoli conseguenze. Sono «le minacce in stile mafioso» pervenute prima di Natale all'ufficiale della Finanza che indaga sulle presunte irregolarità nella costruzione, concessione e gestione dei diciassette moli tra Porto Ercole e Santo Stefano avvenute - secondo gli inquirenti - dal 1958 ad oggi. Minacce che hanno portato, il 5 gennaio scorso, il comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico ad affidare alla famiglia del luogotenente «un servizio di protezione particolare».  Somiglia a un pontile che galleggia su acque agitate l'inchiesta della Finanza che sta facendo tremare il Promontorio dell'Argentario e i palazzi del potere. Quello che si vede lungo la passerella sono le cinque persone indagate per reati che vanno dall'abuso edilizio alla violazione delle norme di tutela ambientale, dal falso all'occupazione abusiva e i sigilli messi al porto Domiziano la settimana scorsa, tolti e rimessi ieri dopo un vizio di forma.  Ma c'è una parte dell'inchiesta che è rimasta sott'acqua. Riguarda, in primo luogo, le minacce all'ufficilae e le conseguenze economiche e fiscali del fascicolo aperto dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi. Perché da qui all'inizio dell'estate, l'indagine "Pontili puliti" potrebbe portare al sequestro di tutti e 17 i moli, all'iscrizione nel registro degli indagati di decine di persone tra proprietari, tecnici e progettisti e al temuto collasso dell'economia legata al mare: un giro d'affari stimabile in 100 milioni di euro a stagione.  «Il nostro obiettivo - spiega il comandante proviciale della Finanza Fernando Greco - è evitare che la gente normali paghi le conseguenze di anni di illeglità. Se dovessimo sequestrare tutti i moli significherebbe il collasso di un'intera economia: ristoratori, elettricisti, affitacamere. Il sequestro che abbiamo fatto speriamo che venga interpretato come un segnale per gli amministratori affinché sanino questa situazione paradossale».  Basteranno pochi mesi, quelli che ci dividono dalla stagione estiva, per riparare a mezzo secolo di mancanze? In pratica, riuscirà il ministero a dare l'ok al Piano del Porto approvato dal Comune nel 2006 dando, di fatto, il via libera all'amministrazione per mettere a bando i pontili con l'ok di Demanio e Soprintendenza per poi affidarne la gestione? E tutto questo basterà per essere in regola? Invece cosa accadrà agli undici moli di Porto Ercole dove il Piano è ancora in forma embrionale?  Politici e imprenditori stanno già invocando una sorta di «indulto marittimo» per salvare la stagione. Mentre i diportististi, per lo più romani, vista la brutta parata stanno, cercnado un ormeggio altrove.  Della zona sottoacqua dell'inchiesta fa parte il servizio di protezione affidato il 5 gennaio scorso dal Comitato per la sicurezza alla famiglia dell'ufficiale Daniele Cappelli. Spiega ancora il collonnello Fernando Greco,: «La questione è molto delicata. Sono in corso delle indagini coperte da segreto istruttorio. Quello che stiamo facendo nei confronti della famiglia di un nostro militare non la chiamerei scorta. Ma un servizio di controllo come facciamo a centinaia, ogni giorno, rispetto a tutti gli obiettivi sensibili della provincia».  Un obiettivo sensibile, dunque per cui ogni mattina, dal 5 gennaio scorso, due persone armate arrivano in piazza Santa Barbara, dove vive il militare con la famiglia, parcheggiano la loro auto, scendono e lo vanno a prendere fino al cancello di casa. Lo accompagnano alla sua auto, salgono sulla loro e gli aprono la strada fino alla scuola che frequenta il figlio. «Normale servizio di controllo», ripete il colonnello. Poi lasciano il luogotenente ma tornano all'uscita dell'asilo per fare il percorso inverso. Ogni giorno da 16 giorni. Da quando all'Argentario è tornata una strana bassa marea che permette quasi di vedere il fondo del pontile.  

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