Il Tirreno

Grosseto

Muore il padre, condannato il figlio

<b>L&#146;INCENDIO.</b> Scoppiato nel garage
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L’INCENDIO. Scoppiato nel garage

Stavano riparando un ciclomotore quando è scoppiato l'incendio Accese una fiamma per scaldare un tubo, 3 mesi per non averlo fermato

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 CAPALBIO. Ha dovuto raccontare come era morto suo padre, dopo una settimana da quell'incidente nel garage di casa dove l'uomo era rimasto avvolto dalle fiamme.  Luca Di Franco, 26 anni, ha scelto il rito abbreviato. L'accusa era quella di omicidio colposo. E il giudice Pietro Molino alla fine dell'udienza lo ha condannato a tre mesi con pena sospesa e non menzione. Perché l'unica colpa che Luca ha avuto è stata quella di non avvertire il padre Gaetano del pericolo che stava correndo.  Erano insieme nel garage di casa, in via del Cutignolo, a riparare un ciclomotore. Stavano sostituendo un tubo di alimentazione del carburante dal serbatoio che avevano appena svuotato. Ma per far entrare quel tubo di gomma nell'ugello del carburatore, Gaetano Di Franco decise di scaldare la gomma con la fiamma di un accendino. Il figlio si era spostato di qualche metro quando le fiamme avvolsero il corpo dell'uomo, 57 anni, che corse fuori dal garage gridando. Si sdraiò per terra. Un vicino lo vide dalla finestra e scese nel piazzale, coprendolo con una coperta. Poi arrivò l'ambulanza che soccorse l'uomo. La corsa in ospedale, le ustioni su tutto il corpo. Poi il trasferimento al reparto grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova, dove Gaetano Di Franco morì la settimana dopo. Nell'incendio rimase ferito anche Luca. Era sotto choc, si muoveva davanti al garage come un automa. Ma aveva cercato di spegnere le fiamme che stavano avvolgendo il corpo di suo padre. (fra.go.)

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