Proteste
«La vera sfida inizia adesso»
Alfredo Faetti
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PARCO. Luca Agresti illustra i suoi programmi per il Parco; a destra Marras Agresti presenta i programmi: dalle "porte" a un territorio da valorizzare
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MASSA MARITTIMA. E' stato battezzato il Parco nazionale delle Colline Metallifere, di recente entrato nella rete dei geoparchi Unesco. In una sala gremita, la passerella di autorità ha tracciato la strada già percorsa e quella da intraprendere. Presenti anche altri geoparchi italiani, che hanno chiesto di poter effettuare degli stage nei siti nostrani. L'appuntamento era al Palazzo dell'Abbondanza di Massa Marittima. In sala c'erano di tutti: da rappresentanti dello Slow Food e altre associazioni, agli studenti, dai candidati a sindaco di Gavorrano (che hanno fatto anche volantinaggio, evitando scrupolosamente di rivolgersi fra loro la parola) agli esperti del settore. Ad aprire il convegno Lidia Bai, sindaco di Massa Marittima, a cui è toccato fare gli onori di casa: «l'entrata del Parco nella rete Unesco è una soddisfazione per tutti i sindaci delle Colline Metallifere». Dopo l'intervento di Giampiero Sammuri, presidente Federparchi, che ha ricordato che «con l'Unesco non c'è niente di scontato», a sugellare il risultato raggiunto, la parola è andata al presidente del Parco Luca Agresti che prima ha rivolto lo sguardo indietro, ribadendo come «questo prestigio nasca da lontano con la vecchia direzione», poi in avanti, scandendo in quattro punti il lavoro da fare nel 2011. «Inanzitutto, dobbiamo consolidare il Parco a livello organizzativo». Il riferimento è a Gavorrano, sede della struttura. «C'è una convenzione che assicura la gestione del Parco con strutture e personale». In questo senso, il presidente ha ringraziato tutte le figure professionali del comune minerario all'opera per far funzionare al meglio la parte amministrativa del Parco. «Poi - continua Agresti - dobbiamo valorizzare il territorio, le sue iniziative culturali e i suoi siti». Qui risaltano le porte del Parco, iniziativa già partita ma che adesso dovrà intensificarsi. Queste Porte non sono altro che «punti d'accoglienza», da intendere come musei, biblioteche, laboratori, punti d'informazione eccetera, sparsi per tutta la zona, volti a far conoscere ai visitatori i siti. «Saranno il vero baricentro del Parco» dice Agresti. Ma c'è dell'altro, come il Premio letterario Santa Barbara, che verrà aperto anche a madrelingua straniere, le iniziative culturali degli enti fino al progetto "Strutture consigliate dal Parco", ovvero una collaborazione tra la struttura e gli albergatori, i ristoratori e i commercianti delle Colline Metallifere. Il terzo punto riguarda «la definizione dei passi da seguire nella mission intrapresa, il nostro vero banco di prova», lo definisce Agresti, mentre il quarto consiste nel «consolidare il risultato raggiunto». Sì, perchè ogni quattro anni i commissari Unesco torneranno per verificare che gli standard qualitativi siano allo stesso livello. «Servono quindi piani di azione annuale e pluriannuali». Dopodichè il microfono è passato di mano in mano tra i vari esperti presenti, dai presidenti di altri parchi a geologi affermati. Un'annotazione: due parchi hanno chiesto di poter effettuare degli stage nel parco nostrano, uno è quello delle Madonie (Sicilia) e l'altro è sudcoreano. Un segnale in più del prestigio raggiunto dalle Colline Metallifere.
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