Finanza
Chiuso lo storico accesso al mare
Rabbia alle Rocchette, ma il Comune impone di togliere la rete
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CASTIGLIONE. La punta delle Rocchette è per i residenti e le migliaia di turisti che durante l'estate la frequentano, uno dei punti più suggestivi del litorale comunale. Un vero gioiello fra un lembo di spiaggia e la scogliera a picco che la sovrasta: una punta riparata dal vento di maestrale, che rende la zona perfetta per prendere il sole o immergersi nelle acque cristalline. E se le barche non hanno problemi ad "invadere" la piccola rada, per arrivare alla punta i villeggianti a piedi potevano usufruire di un passaggio proprio a ridosso dell'ultimo stabilimento balneare: qualche metro e si arrivava direttamente alla spiaggia, per poi decidere se andare sugli scogli o rimanere sull'arenile. E' notizia di alcuni giorni fa però, che questo passaggio a mare, secondo gli storici residenti utilizzato fin dagli anni quaranta, è stato chiuso. Una novità che ha sorpreso specialmente i titolari dello stabilimento balneare, che si sono interrogati di questa decisione voluta dal Comune castiglionese. La richiesta di chiusura del passaggio è partita sicuramente dai proprietari, la famiglia Ruscellai, che già in passato aveva fatto chiudere l'accesso alla via della Dogana, la strada che collega Rocchette fino a Punta Ala attraversando l'intero promontorio, e che alcune polemiche ha sollevato sia per la rilevanza storica (era la strada dei Cavallerizzi, con le torri di vedetta che partono dal livornese per arrivare all'Argentario), sia perché potrebbe essere un ulteriore sbocco al turismo. Difficile capire - anche secondo i proprietari dello stabilimento balneare - il perché della richiesta di chiusura di questo passaggio, per aprirne poi un altro a pochi metri di distanza, ma in una posizione decisamente meno praticabile: dietro le cabine della struttura, e soprattutto alla foce del fosso di Sassi Bianchi. Una soluzione che costringerà, nella stagione estiva, gli ospiti dell'adiacente campeggio a passare, dopo aver superato il fosso, tra gli ombrelloni dello stabilimento stesso, con le conseguenze che è facile immaginare. In questi giorni pare che la direzione dello stabilimento balneare abbia ricevuto lamentele e minacce verbali da alcune persone, in particolare pescatori che in questo periodo erano usi passare dal passaggio per andare sulla scogliera. In molti, evidentemente per un equivoco, hanno pensato che l'opera fosse stata realizzata dai concessionari dello stabilimento balneare. Una situazione che ha fatto pensare ai proprietari del bagno di attaccare alla recinzione messa a chiusura del passaggio, cartelli di scuse e di informazione, per sgombrare il campo da equivoci su chi invece ha voluto la chiusura del corridoio, e per spiegare alle tante persone che frequentano la zona, anche nel periodo di bassa stagione, che si recano su questo tratto di litorale per passeggiate, pesca e sport acquatici. Secondo i proprietari dello stabilimento balneare questa opera comporta un grave danno all'immagine del Comune, che si è sempre fatto paladino di battaglie contro l'abusivismo e contro interventi che deturpano il paesaggio. La chiusura di un passaggio pubblico ormai consolidato da più di 50 anni, e mantenuto anche con lavori realizzati dal Comune stesso, e quindi da tutta la comunità castiglionese, con una rete metallica alta oltre 2 metri non è certo un bel biglietto da visita. Sembra infine, che l'ufficio urbanistica avrebbe fatto un'ordinanza per la rimozione della rete, evidentemente ravvisando delle incongruenze con quanto autorizzato. Ordinanza che verrà sicuramente impugnata dalla proprietà del terreno retrostante. (en.g.)
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