Italia
Cestini come discariche: arrivano le multe
Sara Landi
E' scattata l'ora della tolleranza zero verso coloro che approfittano dei cestini portarifiuti per farne delle discariche a cielo aperto dove lasciare i sacchi dell'immondizia di casa propria, in barba al sistema della raccolta porta a porta.
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I "furbetti del quartiere" (Barbanella) sono avvisati: è scattata l'ora della tolleranza zero verso coloro che approfittano dei cestini portarifiuti per farne delle discariche a cielo aperto dove lasciare i sacchi dell'immondizia di casa propria, in barba al sistema della raccolta porta a porta.
La più bersagliata è la pista ciclabile di via Giulio Cesare, dove ormai da tempo si è costretti a praticare una nuova disciplina sportiva che tutto fa pensare tranne che a una sana passeggiata in bici: lo slalom dei rifiuti.
Gli abitanti fotografano indignati e scrivono lettere di fuoco ma la soluzione sembra tutt'altro che facile. «Capisco chi protesta perché la situazione è davvero schifosa - ammette l'assessore all'ambiente Giuseppe Monaci - ma non si può abdicare di fronte alla maleducazione. Purtroppo resiste una fetta minoritaria ma perniciosa di incivili che malgrado il risparmio sulla Tarsu non vuole adeguarsi al porta a porta e fa il furbo.
In queste situazioni l'unico mezzo è la sanzione e presto fioccheranno le multe perché siamo partiti con gli appostamenti per inchiodare sul fatto chi va a intasare i cestini portarifiuti con la propria immondizia. Finalmente possiamo contare anche sulla collaborazione della polizia municipale. Faccio appello però anche ai cittadini educati», aggiunge Monaci. «Quando vedete qualcuno che fa il furbo rimproveratelo perché solo così abbiamo speranza di diffondere un po' di senso civico».
Ma intanto a chi tocca pulire? La competenza per le ciclabili è dell'ufficio lavori pubblici del Comune. «Personalmente ho fatto un giro in questi giorni - dice l'assessore Maurizio Frosolini - e ho visto coi miei occhi che in cestini nati per raccogliere solo lattine e cartacce c'erano i sacchi della raccolta porta a porta del quartiere. Il contratto con la ditta che si occupa della pulizia della ciclabile e del relativo verde attrezzato non prevede lo svuotamento giornaliero dei cestini. Ma non significa, come dicono alcuni cittadini, che i cestini non vengono mai svuotati perché ogni settimana gli addetti puliscono la ciclabile».
E con lo svuotamento giornaliero, ipotizza Frosolini, si potrebbe arrivare addirittura a un paradosso: «La gente incivile, trovandosi i cestini puliti ogni giorno, si sentirebbe incentivata a trasgredire usandoli come cassonetti. Quindi o si eliminano del tutto i cestini portarifiuti usati impropriamente oppure è il Coseca a farsi carico di questa situazione, perché al momento mi sembra l'unico soggetto attrezzato per far fronte alla situazione».
Risposta questa che lascia un po' sorpreso il presidente del Coseca Roberto Valente: «Le soluzioni mi paiono due ed entrambe competono al Comune: multare chi fa il furbo usando come discarica i cestini e imporre alla ditta che ha vinto l'appalto per la pulizia della ciclabile un servizio adeguato alle necessità. Se poi il Comune chiede formalmente al Coseca di fare anche questo servizio noi quantifichiamo i costi e lo facciamo. Ma c'è da dire che a ottobre abbiamo chiesto ufficialmente al Comune di assegnarci la pulizia delle ciclabili e delle aree verdi a ridosso delle strade, proprio per andare incontro alle lamentele dei cittadini ed evitare il rimpallo delle competenze. Ebbene, nessuno ci ha risposto».
La più bersagliata è la pista ciclabile di via Giulio Cesare, dove ormai da tempo si è costretti a praticare una nuova disciplina sportiva che tutto fa pensare tranne che a una sana passeggiata in bici: lo slalom dei rifiuti.
Gli abitanti fotografano indignati e scrivono lettere di fuoco ma la soluzione sembra tutt'altro che facile. «Capisco chi protesta perché la situazione è davvero schifosa - ammette l'assessore all'ambiente Giuseppe Monaci - ma non si può abdicare di fronte alla maleducazione. Purtroppo resiste una fetta minoritaria ma perniciosa di incivili che malgrado il risparmio sulla Tarsu non vuole adeguarsi al porta a porta e fa il furbo.
In queste situazioni l'unico mezzo è la sanzione e presto fioccheranno le multe perché siamo partiti con gli appostamenti per inchiodare sul fatto chi va a intasare i cestini portarifiuti con la propria immondizia. Finalmente possiamo contare anche sulla collaborazione della polizia municipale. Faccio appello però anche ai cittadini educati», aggiunge Monaci. «Quando vedete qualcuno che fa il furbo rimproveratelo perché solo così abbiamo speranza di diffondere un po' di senso civico».
Ma intanto a chi tocca pulire? La competenza per le ciclabili è dell'ufficio lavori pubblici del Comune. «Personalmente ho fatto un giro in questi giorni - dice l'assessore Maurizio Frosolini - e ho visto coi miei occhi che in cestini nati per raccogliere solo lattine e cartacce c'erano i sacchi della raccolta porta a porta del quartiere. Il contratto con la ditta che si occupa della pulizia della ciclabile e del relativo verde attrezzato non prevede lo svuotamento giornaliero dei cestini. Ma non significa, come dicono alcuni cittadini, che i cestini non vengono mai svuotati perché ogni settimana gli addetti puliscono la ciclabile».
E con lo svuotamento giornaliero, ipotizza Frosolini, si potrebbe arrivare addirittura a un paradosso: «La gente incivile, trovandosi i cestini puliti ogni giorno, si sentirebbe incentivata a trasgredire usandoli come cassonetti. Quindi o si eliminano del tutto i cestini portarifiuti usati impropriamente oppure è il Coseca a farsi carico di questa situazione, perché al momento mi sembra l'unico soggetto attrezzato per far fronte alla situazione».
Risposta questa che lascia un po' sorpreso il presidente del Coseca Roberto Valente: «Le soluzioni mi paiono due ed entrambe competono al Comune: multare chi fa il furbo usando come discarica i cestini e imporre alla ditta che ha vinto l'appalto per la pulizia della ciclabile un servizio adeguato alle necessità. Se poi il Comune chiede formalmente al Coseca di fare anche questo servizio noi quantifichiamo i costi e lo facciamo. Ma c'è da dire che a ottobre abbiamo chiesto ufficialmente al Comune di assegnarci la pulizia delle ciclabili e delle aree verdi a ridosso delle strade, proprio per andare incontro alle lamentele dei cittadini ed evitare il rimpallo delle competenze. Ebbene, nessuno ci ha risposto».
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