Il Tirreno

Grosseto

Partito il processo relativo all’assegnazione degli appalti per i lavori pubblici

Una perizia per le intercettazioni

Pierluigi Sposato
<b>IN TRIBUNALE</b> Elismo Pesucci con l&#146;avvocato Bruno Leporatti
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IN TRIBUNALE Elismo Pesucci con l’avvocato Bruno Leporatti

Nero su bianco le parole di Pesucci: il Tribunale incarica un esperto

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 GROSSETO. Servirà un perito per trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali che riguardano Elismo Pesucci, l'ex sindaco di Campagnatico imputato per i presunti illeciti nell'assegnazione degli appalti comunali. Lo ha deciso il Tribunale (Puliatti presidente, Compagnucci e Bilisari) che ha accolto la richiesta del difensore Bruno Leporatti al termine dell'udienza di ieri, udienza che ha segnato l'avvio del procedimento dopo numerose questioni preliminari. L'esperto sarà nominato alla prossima udienza, fissata per il 30 marzo.  In quella data la difesa preciserà le intercettazioni che vorrà far trascrivere integralmente e che il pm Stefano Pizza metterà a disposizione già nei prossimi giorni: «Ben vengano le trascrizioni: potrebbe venir fuori addirittura qualcos'altro», ha sottolineato l'accusa.  L'avvocato Leporatti aveva lamentato di essere a conoscenza soltanto di una parte del materiale a disposizione dell'accusa, cioè delle intercettazioni utilizzate per l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare dell'estate 2009. La scelta da parte della Procura del rito immediato non ha consentito alla difesa di visionare tutti gli strumenti di prova, come avviene invece nei casi di fine indagine (415 bis) quando viene indicato ciò che viene depositato. «Vorrei anche vedere i decreti che autorizzano le intercettazioni, perché qui non ci sono. E se non ci sono, le prove sono nulle», ha concluso il legale. Il pm ha chiarito che le autorizzazioni sono presenti nel fascicolo "madre", la cui documentazione non aveva portato soltanto per motivi di ingombro, e ha comunque promesso di presentarle alla prossima udienza.  Ancora replicando alla difesa, l'accusa ha affermato anche la regolarità degli esami a cui erano stati sottoposti i personal computer sequestrati dalla guardia di finanza e ne ha garantito la genuinità (secondo la difesa si è trattato invece di atti irripetibili cui la parte non ha potuto assistere con un proprio consulente) e ha sostenuto la necessità di acquisire documenti e di sentire testimoni che solo apparentemente non sembrano attinenti al processo: «Ci sono fatti collaterali collaterali altrettanto gravi - ha detto il sostituto - È necessario ascoltare da loro quale ruolo dominante aveva Pesucci in ogni questione amministrativa, anche per le minutaglie. Tutti gli impiegati andavano da lui, sindaco, vice sindaco o funzionario che fosse, qualsiasi fosse l'importanza dell'atto. È un modo di fare non eccentrico, non stravagante: che c'era prima e c'era dopo».

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