Il Tirreno

Grosseto

Concetta Relli querela Felicioni

Concetta Relli   Presidente Circ. Centro
Concetta Relli querela Felicioni

«È stato un vile attacco che mi ha offeso profondamente Ma il suo è solo un autogol: la gente ora ha capito chi è»

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 GROSSETO. Concetta Relli ha deciso di querelare l'architetto Felicioni per le sue dichiarazioni al nostro giornale. Intanto gli risponde pubblicamente. A lei sono arrivate molte manifestazioni di solidarietà, fra cui quella di Diletta Martini: «Offese e cattivo gusto, sono amareggiata». Nella vita esiste il reale, l'immaginabile e l'inimmaginabile. quanto scritto dal sig Felicioni sulla mia persona appartiene all'inimmaginabile e si commenta da solo! Un vile attacco personale, che non ha ferito solo la sottoscritta, ma tutti quei lettori che non sono riusciti a darsi una spiegazione logica di tanta ingiustificata cattiveria. Il Felicioni, con la sua nota, ha offeso e leso la mia persona, la mia dignità, la mia immagine. Sul contenuto però, non voglio, in questa sede, controbattere, perché a seguito della mia querela, sarà il magistrato competente a valutare le ipotesi di reato ravvisabili nello scritto trasmesso dal Felicioni alla stampa. Al momento, a me basta semplicemente aver avuto la solidarietà di ogni parte politica, senza alcuna distinzione di schieramento e soprattuto di tanti tanti cittadini di Grosseto. Il Felicioni, sicuramente, se non si fosse lasciato andare alle sue pesanti esternazioni, da un lato si sarebbe risparmiato una querela, dall'altro avrebbe evitato di realizzare un vero e proprio autogol politico. Nel caso, infatti, dovesse riuscire a presentare una lista, con lui candidato sindaco, a causa del suo incontrollato "attacco ad personam", vedrebbe scemare, in modo irreversibile, gli ipotetici consensi preventivati e preventivabili. I grossetani, infatti, non essendo assolutamente razzisti, avrebbero validi motivi di lamentarsi per come sono stati rappresentati dal Felicioni. Contro avrebbe tutti i partenopei che il Felicioni definisce "ospiti" della città e per chiara solidarietà tutti i meridionali in genere, residenti a Grosseto, difficilmente darebbero nelle sue mani il destino amministrativo di questa città. Perderebbe il consenso di quelle tante donne, fidelizzate alle soap opere, di quelle a cui non va proprio l'equiparazione a Jessica Rabbit e di quelle che credevano che almeno chi organizzava convegni tipo "violenza sulle donne", fosse esente da ogni violenza, anche verbale, contro il gentil sesso. Se a tutti questi ipotetici elettori ed elettrici, togliamo anche coloro che, per dirla alla sua maniera "si sforzano a parlare in italiano e difficilmente si fanno comprendere" ne restano ben pochi, forse amici stretti o forse neanche quelli. A proposito, comunque, grazie, per l'ulteriore visibilità.

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