Il Tirreno

Grosseto

«Poche leggi su porti e nautica»

<b>MINACCE IN STILE MAFIOSO AL TENENTE DELLA FINANZA  Altro servizio a pagina 9 </b>
◗
MINACCE IN STILE MAFIOSO AL TENENTE DELLA FINANZA Altro servizio a pagina 9

Il parere di un agente marittimo, che ripercorre le tappe storiche

2 MINUTI DI LETTURA





 PORTO S.STEFANO.  Sul bubbone scoppiato a Porto S.Stefano è intervenuto l'agente marittimo Fabrizio Palombo, che ripercorre il quadro storico.  «Nei primi anni sessanta i porticcioli di Porto S.Stefano e Porto Ercole, gioielli della costa, posti di fronte a due perle del Tirreno come le isole del Giglio e Giannutri, erano popolati solo da barche da pesca, da un'unica navetta che collegava il continente con le isole e da poche, pochissime unità da diporto di ridotte dimensione, massimo 15 metri. Lo sviluppo dei collegamenti, del turismo e delle nautica da diporto ha consentito anche uno sviluppo economico del comprensorio, ove alcuni imprenditori hanno avuto l'ispirazione di iniziare un'attività di assistenza alle imbarcazioni che, in sempre maggiori quantità, arrivavano in zona, attirate da un ambiente meraviglioso ed incontaminato. Poiché anche a livello nazionale la normativa che regolamentava i porti e la nautica in genere era praticamente inesistente (la prima organica legge sulla nautica è del 1971) - le iniziative sono sorte in maniera abbastanza spontanea ma sempre secondo le normative del momento».  Come i primi pontili di ormeggio su palafitta, poi migliorati e trasformati in strutture galleggianti. «Oltre all'ormeggio hanno reso servizi diretti sempre migliori - prosegue l'agente - stimolando la crescita di un indotto - cantieri, officine, capannoni di rimessaggio ma anche tappezzerie, attrezzistica - nonché importanti realtà quali il porto turistico di Cala Galera.  Purtroppo il quadro normativo di carattere urbanistico-ambientale-paesaggistico non è cresciuto di pari passo e le varie amministrazioni comunali che si sono succedute all'Argentario, così come quelle dello Stato, hanno spesso perso l'occasione di creare tutte quelle regole che forse sarebbero servite a realizzare una situazione generale perfetta».  Ma di contro si è sviluppata una notevolissima economia. «Che ha creato posti di lavoro e ricchezza, ma ha anche mantenuto l'ambiente a livelli di qualità tali da fargli ottenere "bandiere blu" ed altri riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Ora si scopre che tutto questo è irregolare, fuori norma, creato in spregio di norme urbanistiche ed ambientali. Mi viene da pensare che quanto ora sta accadendo all'Argentario possa essere "governato" senza creare un collasso socio-economico di portata vastissima, proprio in un periodo di crisi locale, nazionale, internazionale di cui non si vede la fine.  Tale governance deve essere realizzata da tutte le autorità ed istituzioni di ogni livello che, confrontandosi con i cittadini, devono necessariamente affrontare la situazione con responsabilità. Dato che esistono già delle norme di base, occorre perciò lavorare seriamente per trovare valide soluzioni, ora immediate e forse temporanee, ma da sviluppare in modo definitivo per il futuro, in grado di tutelare gli interessi legittimi degli imprenditori e di tutta l'utenza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa