Il Tirreno

Grosseto

Gli avvelenano il cane e il gatto

Alfredo Faetti
<b>IL GATTO </b>del signor Radi morto per un boccone avvelenato
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IL GATTO del signor Radi morto per un boccone avvelenato

Commerciante scarlinese prepara le denunce

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 SCARLINO SCALO. Prima il cane, poi il gatto. Entrambi morti in circostanze misteriose, tanto da far pensare all'avvelenamento. Erano gli affezionati compagni del proprietario del negozio di animali a Scarlino Scalo. Il quale, con il veterinario, questa volta ha deciso di andare fino in fondo denunciando l'accaduto all'Asl.  Il negozio si chiama "L'Angolo dell'animale", un nome che esprime tutta la passione del suo gestore per gli amici a quattro zampe. Lui si chiama Jacopo Radi, trent'anni di Scarlino, e la sua passione ultimamente si sta trasformando in una condanna.  Il primo episodio parte all'inizio dell'estate scorsa. «Abbiamo trovato - racconta la madre Antonella - un piccolo meticcio, un cucciolo, per strada. Era malmesso: noi lo abbiamo curato e tenuto».  Ma non per molto, purtroppo. Infatti, ad ottobre, dopo aver lasciato il cucciolo da solo e in condizioni normali, la signora Antonella è tornata al negozio e lo ha trovato morto.  Dopo una settimana, poi, fuori dal cancello del negozio, Radi ha trovato due fettine di carne arrotolate. «Su queste - spiega il titolare del negozio - sono in corso degli accertamenti dell'Asl, per capire se fossero effettivamente avvelenate».  Già, perché non si può parlare altro che di sospetti, resi però ancor più fondati dalla settimana scorsa, quando la vittima è stata il gatto.  «Sabato è tornato a casa malandato - racconta la madre - e lo abbiamo portato dal veterinario». Ma mentre era in cura, l'animale si è sentito male.  «Mi ha chiamato il veterinario dicendomi che, in anestesia in corso, il gatto ha iniziato a vomitare». Un sintomo questo, data l'anestesia, di avvelenamento. Il gatto, putroppo, non ce l'ha fatta e nella serata di sabato ha seguito la sorte del piccolo meticcio. Questa volta però il sospetto di avvelenamento è lampante, tanto, da far scattare la procedura per un accertamento.  «Le analisi fatte consentono di avanzare l'ipotesi di sospetto avvelenamento - spiega il veterinario che ha preso in cura l'animale - Così, d'accordo con il padrone, abbiamo attivato la procedura, che consiste nell'inviare all'Asl tutto il materiale necessario (micio compreso ndc) per capire se effettivamente il gatto sia stato avvelenato. Se l'Asl troverà degli elementi che invitano ad ulteriori indagini, il materiale sarà inviato all'Istituto zooprofilattico di Grosseto». Nel caso in cui verrà accertato l'avvelenamento, poi, la palla passerà agli inquirenti.  Ma, come detto, quello di Radi non è un caso isolato. «Ci sono stati altri casi simili, sia qui che al Puntone». Certo, gli animali potrebbero aver ingerito cibo nocivo anche senza che nessuno gli abbia avvelenati. «Il gatto potrebbe aver mangiato un topo avvelenato - dice il veterinario - Ma è raro». In ogni caso, se si trattasse di veleno sparso per le strade, il problema non riguarderebbe soltanto gli animali.  «Si tratta di una questione di sanità pubblica - continua il dottore - Se in effetti ci sono polpette avvelenate in giro, il problema riguarda anche i bambini che, incuriositi, potrebbero entrarci in contatto».

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