Il Tirreno

Grosseto

IL RETROSCENA

Ex responsabile edilizia è indagato in due inchieste

<b>ABUSI EDILIZI </b>La casa cantoniera &egrave; il simbolo dell&#146;inchiesta sui presunti illeciti nel Promontorio dell&#146; Argentario
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ABUSI EDILIZI La casa cantoniera è il simbolo dell’inchiesta sui presunti illeciti nel Promontorio dell’ Argentario

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 GROSSETO. Prima i presunti abusi edilizi organizzati da una presunta cupola che gestiva permessi e appalti, ora le irregolarità nella gestione delle concessioni demaniali che riguardano i pontili di Santo Stefano e Porto Ercole. Dal promontorio al mare il Comune di Monte Argenatrio, finito anche tra i dieci paradisi segnalati dal "Time", negli ultimi due anni non sembra trovare pace. Leggendo gli atti le due inchieste della Procura di Grosseto hanno due punti in comune: una gestione da Repubblica delle banane della cosa pubblica e un nome, quello di Agusto Donati responsabile dell'ufficio tecnico del Comune che compare nell'inchiesta sui presunti favori ad amici degli amici per alzare un muro o costruire una finestra e in quella che ha portata al sequestro del pontile.  Nell'inchiesta sui presunti abusi edilizi il pm è in attesa dell'udienza di rinvio a giudizio. Stefano Pizza ritiene che la cupola composta da otto tra amministratori, politici e tecnici siano stati gli artefici di un'associazione per delinquere. Sono l'ex assessore all'urbanistica e vicesindaco Massimo Castriconi; Angelo Collantoni, architetto, Vincenzo Roberto Gabriele, anche lui architetto e come Collantoni componente del collegio ambientale del Comune di Monte Argentario; Augusto Donati, ex direttore dell'ufficio tecnico di Monte Argentario; Antonella Sabato, architetto e funzionario del Comune; Antonio Noferi, funzionario comunale; Massimo Benedetti, ingegnere libero professionista già componente del collegio; Patrizia Pisino, funzionario della Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle province di Siena e Grosseto.  Da subito la Procura aveva focalizzato le sue attenzioni su di loro, ritenendo che la presunta associazione per delinquere fosse stata finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti di abuso ambientale, abuso d'ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, falso ideologico. Inizialmente, Donati, Castriconi, Sabato, Collantoni, Gabriele furono messi ai domiciliari così come il funzionario Nilvo Cerulli, l'ingegnere Massimo Benedetti, il geometra Andrea Terramoccia, l'agente immobiliare Nazzareno Orsini. Sospensione temporanea per Pisino e Noferi come anche per il funzionario Dinetti e i geometri Pii e Solari. Infine divieto di dimora per la dipendente Canali, l'ingegnere Ghini, l'architetto Casalini, nonché tre committenti: il dentista Di Santi, Stefano Capitani, Luciano Antonelli e il duca Cesarini Sforza. Altri committenti sono tra i 45 per i quali il pm Pizza chiede il processo: vi sono anche dei geometri e titolari di ditte edili.

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