La manifestazione
Sparò a salve contro la discoteca
Minacce a mano armata, condannato un giovane calabrese Forse una vendetta perché gli era stato rifiutato l'ingresso
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FOLLONICA. Due colpi sparati in aria e due colpi diretti alla ragazza che stava selezionando i clienti da far entrare in discoteca. Tutti a salve fortunatamente. E poi la fuga con la stessa auto in corsa. Forse una vendetta, perché la persona che sedeva accanto a chi aveva sparato era stato respinto più volte all'ingresso: era stato facilmente riconosciuto dalla ragazza anche perché a lui mancavano due denti. E poi sia lei che altre persone avevano visto il numero di targa dell'auto. I carabinieri della Tenenza erano così risaliti a Massimo Ausilio, 26 anni, originario della Calabria, denunciato per minacce a mano armata in concorso con una persona comunque non identificata. E per questo reato il giovane è stato condannato a 1 mese (pena condonata) dal giudice Puliatti. Pm onorario Dompetrini, difesa Calò. L'episodio risale alla notte tra il 14 e il 15 gennaio 2006 ed ebbe come teatro l'ingresso del Subway, in viale Italia. Stando a quanto denunciato dalla ragazza, mezz'ora dopo la mezzanotte era passata una Fiat Punto di colore grigio, diretta verso il centro di Follonica: il conducente aveva abbassato il finestrino e, impugnando una pistola, aveva esploso due colpi in aria e altrettanti contro la ragazza e i clienti che si apprestavano a entrare. Il gruppetto era fuggito, dirigendosi verso l'entrata del locale mentre l'auto era scappata. Non prima però che la ragazza riuscisse a prendere le prime cifre della targa, subito riferite ai carabinieri da lei stessa subito dopo chiamati. Grazie a queste indicazioni e alla descrizione, i militari erano presto risaliti a Ausilio, che si trovava al volante della Punto, chiarendo poi che si trattava di colpi esplosi a salve. La ragazza, che aveva consegnato ai carabinieri 3 bossoli raccolti a terra, aveva detto di conoscere piuttosto bene il giovane che sedeva sul sedile del passeggero: era stato respinto più volte all'ingresso della discoteca perché in passato aveva disturbato la clientela, al punto che erano dovuti intervenire i carabinieri. Non aveva mai visto, invece, il conducente, da lei sommariamente descritto. P.S.
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