Il Tirreno

Grosseto

Reparti addio, l'ospedale cambia

Enrico Pizzi
<b>ASL 9.</b> Il direttore generale Fausto Mariotti e l&#146;ospedale Misericordia
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ASL 9. Il direttore generale Fausto Mariotti e l’ospedale Misericordia

La rivoluzione è già pronta: arrivano quattro grandi aree per la cura

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 GROSSETO. Parte da adesso, la riorganizzazione dell'ospedale Misericordia secondo il modello dell'intensità di cura, ma in realtà sono già mesi che il personale ospedaliero si prepara ad affrontare una rivoluzione in piena regola, che coinvolge tutti gli aspetti, a partire da quello più banale della numerazione dei letti, visto che l'Asl 9 ha scelto il criterio seguito dagli alberghi.  Così il numero 055, per esempio, indicherà il piano ingresso "0" e il letto 55, il numero 160 indica il primo piano "1" e il letto 60.  La vera rivoluzione, però, che avviene al Misericordia e negli altri quattro ospedali della provincia, riguarda l'approccio riservato al paziente: si abbandona il modello dell'ospedale suddiviso per reparti, a seconda delle patologie da curare e l'ospedale si ristruttura secondo il modello per intensità di cura, cioè a seconda della "quantità" di cura di cui il paziente ha bisogno.  Così, il paziente che ha bisogno di un'alta intensità di cura viene indirizzato nell'area rossa, quella della terapia intensiva, diretta dal dottor Roberto Madonna.  Se, invece, deve subire un intervento, di qualsiasi genere, l'area sarà quella chirurgica, diretta dal dottor Andrea Coratti, contraddistinta dal colore verde.  La terza area è quella medica (colore azzurro), che ancora non ha un direttore, ma sarà nominato a breve.  Infine, l'area rosa, quella materno-infantile, diretta dal dottor Ezio Gabriele Barlocco.  Al centro dell'attenzione, anche concettualmente, dunque, non c'è la patologia con il suo reparto e il suo primario, ma c'è il paziente con il suo bisogno di cure, attorno al quale deve ruotare l'ospedale, con le sue specializzazioni e le sue risorse.  «L'organizzazione per intensità di cura - ha spiegato il direttore sanitario della Asl 9, Danilo Zuccherelli, che insieme al direttore generale Fausto Mariotti ha presentato la novità - è un modello ormai consolidato all'estero, in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Canada, in alcune importanti strutture private italiane. È proprio l'efficacia di questo sistema che ha indotto la Regione ad adottarlo anche nelle Asl toscane».  «L'obiettivo - ha aggiunto - è quello di portare l'ospedale sempre più vicino ai cittadini-utenti, con risposte assistenziali sempre più personalizzate e calibrate sui bisogni del paziente».  Sia Zuccherelli che Mariotti hanno sottolineato che, in realtà, per il paziente e per i suoi familiari non cambierà poi molto, in termini di approccio alla struttura, se non le indicazioni e i nomi dei moduli di degenza.  Quello che cambia, semmai, dovrebbe essere, almeno nelle intenzioni, un miglioramento della presa in carico del paziente da parte della struttura sanitaria.  Una rivoluzione che vede, però, anche tutta una serie di compromessi, dovuti al fatto che l'ospedale di Grosseto non è stato costruito secondo i criteri cui si impronta il modello er intensità di cura.  «A questi modelli però si ispirerà la nuova ala - ha spiegato il direttore generale Fausto Mariotti - soprattutto per quello che riguarda l'area di terapia intensiva e quella chirurgica», ma intanto l'Asl è stata costretta a dislocare i letti delle singole aree funzionali qua e là per i piani del Misericordia.

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