Il Tirreno

Grosseto

«L'assordante silenzio dei Comuni»

<b>SPI CGIL </b>Carla Burgassi
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SPI CGIL Carla Burgassi

I sindacati chiedono invano da mesi un incontro con i sindaci Burgassi (Spi): «Vogliamo lumi sul futuro delle politiche sociali»

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 GROSSETO. Silenzio di tomba dai Comuni della provincia di Grosseto sulle politiche sociali. A denunciarlo sono i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, che da mesi attendono una risposta dalle amministrazioni sull'invito a discutere insieme delle politiche sociali.  Politiche per la famiglia, l'impiego, l'aiuto nelle situazioni di disagio, l'emergenza abitativa e tutto quanto rientra nel delicato settore del sociale. «Come ogni anno - spiega Romeo Carusi, in rappresentanza della confederazione dei tre sindacati - alla fine di novembre abbiamo inviato a tutti i 28 Comuni della provincia la piattaforma concordata in modo unitario dalle tre sigle, un documento che contiene le proposte sulle quali imbastire la contrattazione sulle politiche sociali. Ma solo in tre ci hanno risposto: Massa Marittima e Sorano hanno fissato appuntamenti nei prossimi giorni e solo con un Comune, quello di Monterotondo Marittimo, c'è stato un incontro. Per il resto, nessuno si è fatto vivo, neppure i due dai due Comuni con più abitanti, Grosseto e Follonica».  Il rischio è che si arrivi al 31 marzo, data di scadenza per l'approvazione dei bilanci comunali preventivi del 2011, saltando a piè pari il passaggio del confronto con i sindacati. «Un passaggio importante - spiega Carla Burgassi, della Spi Cgil -. Dispiace vedere che non si riconosce il ruolo della contrattazione sociale, soprattutto in un momento di crisi come questo. Capiamo le difficoltà dei Comuni in seguito ai tagli, ma vogliamo sapere a nome dei cittadini cosa i sindaci stanno mettendo in atto sul sociale, quanti soldi sono stati stanziati, come si intende spenderli».  Il documento elaborato da Cgil, Cisl e Uil, tocca molti punti importanti come la lotta all'evasione fiscale - nell'ambito della quale i sindacati suggeriscono ai Comuni di stipulare convenzioni con la guardia di finanza - l'emergenza abitativa, gli asili, il sistema sanitario e assistenziale, l'aiuto al reddito.  Invitano inoltre a non sottovalutare il sociale. «Far muovere questo settore - spiega Burgassi - significa far muovere anche il territorio». I sindacati, e i cittadini, attendono una risposta. F.F.

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