Toscana
Alberghi e turismo dall'acqua Approvato il piano strutturale
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SANTA FIORA. Con il voto contrario di Rifondazione e l'astensione del Pdl e della Lista civica di Ciaffarafà, è stato approvato dalla maggioranza di Santa Fiora, nel consiglio comunale di venerdi, il piano strutturale, che sarà poi, ancora una volta, messo sul banco di prova della discussione pubblica. Il governo di Santa Fiora, insomma, delinea le occasioni di sviluppo che il comune mette a disposizione. Un territorio assai delicato e difficile da gestire perchè vincolato per circa l'80%, sottolinea il sindaco Renzo Verdi. Infatti, «la perimetrazione dell'area delle sorgenti che danno da bere a un vastissimo bacino - osserva - impone delle zone di rispetto enormi, con grandi spese da parte nostra e pochissime ricadute economiche». In questa oggettiva difficoltà, il piano strutturale è stato varato con l'obiettivo di dare fiato alle attività economiche ed arginare lo spopolamento del comune, specie delle frazioni, come ribadisce il vicesindaco Alberto Balocchi. L'area che è stata individuata come centro possibile di questo sviluppo è il Meleto, una zona di 3-4 ettari, situata fra Bagnore e Santa Fiora, che oltre a essere indicato come una delle aree produttive, potrà ospitare nuove infrastrutture sportive e ricreative come una piscina pubblica. E l'area non è stata definita a caso, ma perché si trova nel cuore stesso dello spazio a sfruttamento geotermico (e la geotermia, si sa, è fra gli obiettivi strategici del comune) e che potrà fornire teleriscaldamento e altri servizi alle attività produttive e artigianali. Gli altri due punti qualificanti che suggerisce lo strumento approvato, è, da un lato, il recupero del patrimonio rurale della zona delle Vigne e la riqualificazione dell'attività agricola e dall'altro il rilancio delle terme di Acquaforte, un obiettivo importante sul quale l'amministrazione comunale sta lavorando da tempo per non disperdere un patrimonio termale di illustre risonanza: l'acqua forte di Bagnore, infatti, fu, fin dagli inizi del 1900, rinomatissima e costituiva una delle mete più ambite di chi doveva curarsi varie malattie. Di proprietà della famiglia Giovannini-Banchini, è rimasta nelle sue mani fino al 1991, per passare, poi, ad una altra proprietà. Le caratteristiche di quell'acqua sono speciali, perché oltre che bicarbonato contiene ozono, ed è l'unica in Italia ad avere questa caratteristica. Acqua da bere, per curare varie malattie, come le quelle renali, essendo anche diuretica, calcolosi, disturbi digestivi, ma anche eczemi e eruzioni cutanee. Acqua quasi miracolosa, insomma, che sarebbe davvero poco lungimirante non utilizzare sia per scopi medicamentosi che turistici, vista anche la qualità del luogo dove si trova, un ambiente suggestivo di particolare bellezza, fra le Bagnore e il Monte Labbro. E infine, il piano prevede nuovi insediamenti di strutture ricettive e definisce le zone dove sarà possibile edificare nuove costruzioni: «Lo sforzo - afferma il vicesindaco - è quello di invertire la tendenza allo spopolamento, di convincere i giovani a mettere radici qui». (f.b.)
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