Il dolore
Muore in bicicletta contro un'auto
Federico Lazzotti
◗
TRAGEDIA. Il corpo del ciclista coperto da un lenzuolo, sullo sfondo l’auto che lo ha investitoAngelo Ridolfi, 61 anni, era in compagnia di alcuni amici
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MARSILIANA. Una vita sempre in sella, divisa tra biciclette e cavalli maremmani, indossando di volta in volta il caschetto per le strade che salgono verso l'alta Maremma o il cappello da buttero nella campagne che scivolano verso sud, tra Orbetello e Capalbio. Angelo Ridolfi, 61 anni da compiere, agricoltore di professione, è morto ieri mattina poco prima delle 10 lungo la provinciale 64, in quella che si chiama la dritta di Barca del Grazi, un tratto di strada apparentemente innocuo che poi sale dolcemente verso Marsiliana. Era in bicicletta con una decina di compagni di allenamento dell'Asd Team maremmano, con il quale si era appena tesserato, quando - secondo inquirenti e testimoni - avrebbe invaso l'altra corsia prima di essere travolto da un'auto che viaggiava in direzione opposta.
Una carambola mortale, un incidente «assurdo» che oltre alla morte di Ridolfi ha fatto un altro ferito, seppur lieve, mentre la donna che era alla guida dell'auto e un compagno della vittima sono stati trasferiti al pronto soccorso di Orbetello sotto choc. A raccontare quello che è successo è il presidente del gruppo ciclistico di Albinia Rosario Di Donato che al momento dell'incidente era in coda al gruppo. «Una maledetta tragedia - racconta mentre con il resto della squadra raggiunge l'obitorio di Orbetello -. Eravamo partiti da pochi chilometri. Angelo era arrivato da Orbetello. Pedalavamo a coppie, lui era in testa al gruppo insieme a Luigi. L'andatura? Non arrivavamo ai trenta all'ora.
Stavamo chiacchierando, si scherzava. Avevamo indosso le divise nuove per raggiungere il resto del gruppo e fare la foto di squadra. A un certo punto ho visto che Angelo e Luigi si sono toccati leggermente con la spalla. Credo che a Ridolfi si sia sfilato lo scarpino dal pedale. Ha abbassato la testa per rimetterlo a posto e ha iniziato a zigzagare nell'altra corsia. Abbiamo solo avuto il tempo di urlare con tutto il fiato che avevamo addosso. Ma la macchina lo ha centrato prima che lui riuscisse a tornare in gruppo». La carambola della morte ha fatto cadere a terra l'altro ciclista, finito sulla parte destra della carreggiata e rimasto illeso. Il sessantunenne, invece, è morto sul colpo. «La macchina - spiegano i carabinieri che conducono le indagini - è riuscita a malapena a frenare».
Al volante una donna di 44 anni di Magliano. Probabilmente il pubblico ministero Stefano Pizza dovrà iscriverla nel registro degli indagati per omicidio colposo e verificare la velocità a cui viaggiava. «Ripeto - prosegue il presidente della società sportiva - è stata una maledetta distrazione che si è trasformata in tragedia». A nulla è servito l'arrivo di due ambulanze del 118 e di un padio di squadre dei vigili del fuoco. Quando i sanitari sono arrivati a Camera dei Ladri, Angelo Ridolfi era già morto, all'aria aperta dove ha passato la maggior parte della sua vita in mezzo alle passioni per cavalli, biciclette e il lavoro da agricoltore nei campi nella zona dei Pinalti di Orbetello dove viveva con la moglie.
Una carambola mortale, un incidente «assurdo» che oltre alla morte di Ridolfi ha fatto un altro ferito, seppur lieve, mentre la donna che era alla guida dell'auto e un compagno della vittima sono stati trasferiti al pronto soccorso di Orbetello sotto choc. A raccontare quello che è successo è il presidente del gruppo ciclistico di Albinia Rosario Di Donato che al momento dell'incidente era in coda al gruppo. «Una maledetta tragedia - racconta mentre con il resto della squadra raggiunge l'obitorio di Orbetello -. Eravamo partiti da pochi chilometri. Angelo era arrivato da Orbetello. Pedalavamo a coppie, lui era in testa al gruppo insieme a Luigi. L'andatura? Non arrivavamo ai trenta all'ora.
Stavamo chiacchierando, si scherzava. Avevamo indosso le divise nuove per raggiungere il resto del gruppo e fare la foto di squadra. A un certo punto ho visto che Angelo e Luigi si sono toccati leggermente con la spalla. Credo che a Ridolfi si sia sfilato lo scarpino dal pedale. Ha abbassato la testa per rimetterlo a posto e ha iniziato a zigzagare nell'altra corsia. Abbiamo solo avuto il tempo di urlare con tutto il fiato che avevamo addosso. Ma la macchina lo ha centrato prima che lui riuscisse a tornare in gruppo». La carambola della morte ha fatto cadere a terra l'altro ciclista, finito sulla parte destra della carreggiata e rimasto illeso. Il sessantunenne, invece, è morto sul colpo. «La macchina - spiegano i carabinieri che conducono le indagini - è riuscita a malapena a frenare».
Al volante una donna di 44 anni di Magliano. Probabilmente il pubblico ministero Stefano Pizza dovrà iscriverla nel registro degli indagati per omicidio colposo e verificare la velocità a cui viaggiava. «Ripeto - prosegue il presidente della società sportiva - è stata una maledetta distrazione che si è trasformata in tragedia». A nulla è servito l'arrivo di due ambulanze del 118 e di un padio di squadre dei vigili del fuoco. Quando i sanitari sono arrivati a Camera dei Ladri, Angelo Ridolfi era già morto, all'aria aperta dove ha passato la maggior parte della sua vita in mezzo alle passioni per cavalli, biciclette e il lavoro da agricoltore nei campi nella zona dei Pinalti di Orbetello dove viveva con la moglie.
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