Verdi rosso di rabbia «Lasciati soli e senza soldi dalla sinistra»
Fiora Bonelli
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PUNTO DELICATO Riguarda la geotermia legata allo sviluppo dell’ Amiata4 MINUTI DI LETTURA
SANTA FIORA. «Sono deluso. E come altri politici che qui in Amiata sono stati per 20-30 anni al pezzo per puro volontariato, per fare le cose, per stare dentro le comunità, adesso ho bisogno di dire che non mi sento più in questa sinistra». Il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi è un fiume in piena. La sinistra nelle cui file Verdi da sempre milita è, secondo lui, allo sbando e in questo senso l'Amiata è isolata, senza punti di riferimento nazionali, con solo qualche raccordo con la regione. Servizi essenziali in montagna senza finanziamenti: sociale, sanità, trasporti, politiche energetiche. La sinistra non fa le cose e si parla addosso. E talvolta ha addirittura paura a parlarne: come la questione comunità montane, aperta da una sinistra che oggi non lo vuole dire, eppure è così. E la sinistra neppure accenna al meccanismo perverso di spezzettamento delle società create per questioni di puro potere e con spese di gestione altissime. Sindaco, l'Amiata rossa non si riconosce più in questa sinistra? «La sinistra è in guerra intestina da 15 anni, anni in cui sempre gli stessi attori hanno lottato per prepararsi le poltrone, lavorando per interessi personali e non per il popolo. Chi va in tv è bravo, chi sta sul campo viene punito e lasciato a secco di finanziamenti. Giochini di partito, come le primarie a Fassino. Incapacità di fare politica come il caso Fiat che adesso ci farà ricominciare da zero. La sinistra è lontana dal cittadino, dalle aziende, dalla società in genere. In 30 anni si è sudato sangue. Ora si è perso tutto». In cosa si sente tradito? «Mi sento preso in giro. Credo nel valore fondamentale dell'ascolto del cittadino e siccome voglio dormire tranquillo, ho bisogno di dire che nella sinistra nessun leader ha fatto un passo indietro: né D'Alema, né Veltroni. Si creano continuamente movimenti e gruppi per posti di potere». Ma anche qui da noi è lo stesso? «Macchè. Da noi la politica c'è ancora. Si discute per fare le cose, e ci assumiamo le responsabilità. Ma noi non abbiamo, in tre anni, mai visto il nostro onorevole. Mai visti i consiglieri di partito. E non polemizzo con le persone, ma col metodo. La mancanza di contatto centro-periferia ci fa perdere voti verso l'Idv, la Lega e Rutelli» Quali sono le magagne maggiori di questa sinistra? « Mancanza di autocritica. Non ci si chiede da cosa nasce l'incapacità di avere contatto con la gente. E questo perché la politica è un carrozzone di interessi personali. Addirittura, per salvaguardarsi o creare posti di potere ex novo, si sono inventate centiania di società che sono costi puri senza servizi in contropartita. Idem i sindacati, troppi e frammentati. E ogni frammento è potere e costi. Troppi i partiti, frantumati e ricreati per interesse e con spesa di soldi pubblici che potrebbero andare a imprese e servizi». Le ricadute di questo nel nostro territorio? «Saremo sempre più isolati, bistrattati nei servizi essenziali: sociale, sanità, trasporti. E come ci si sviluppa senza servizi? La politica e la nostra sinistra è lontana. Solo la Regione e la Provincia sono interlocutori affidabili. Ma noi con che faccia andremo a chiedere il voto per una sinistra che di fatto non conosciamo? I nostri leader si sono "asseggiolati". Senza riuscire a stare sui problemi, senza traghettare un cambiamento economico. Mantengono le loro pretese su un'Italia vecchia, senza ricambio di classe dirigente, bistrattando e distruggendo tutto il lavoro precedente. Un partito del vedremo, ecco cos'è oggi la sinistra: senza coraggio». Quali gli atteggiamenti che più la infastidiscono? «Quelli in cui si dice no a prescindere. Esempio plateale le energie rinnovabili. Tutti a dire sì, ma poi nessuno le vuole davvero o fa nulla per agevolarle. Finirà che ci beccheremo il nucleare e ce la saremo voluta». Si riferisce anche alla geotermia? «Noi siamo convinti che la geotermia sia strategica per noi e per tutto l'indotto sia istituzionale che dei servizi. Il percorso di indagine per noi è concluso. I risultati sono buoni, con criticità che possiamo gestire. Se perdiamo anche questa opportunità ci bruciamo il futuro».
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