Il Tirreno

Grosseto

Soldi in banca, interessi zero

Matteo Baccellini
<strong>SOLDI. </strong>Problemi per chi sceglie di lasciare depositi ingenti in banca
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SOLDI. Problemi per chi sceglie di lasciare depositi ingenti in banca

Libretto da 400mila euro, l'odissea di un cliente

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GROSSETO. Una bella fortuna, ritrovarsi un libretto di risparmio al portatore da quasi 400mila euro. Peccato che per quella notevole somma, gli interessi annui liquidati a un signore di Grosseto (che chiameremo Mario), si siano ridotti in due anni da 7mila ad appena 10 euro. Una storia che ha dell'incredibile, nella quale formalmente la banca sembra aver agito secondo le regole, spingendo però il cliente all'esasperazione. Col forte rischio di estinguere il libretto e portare via tutti i soldi. Che per una banca significa da sempre una sconfitta, specie quando il deposito è così cospicuo.  È tutto nero su bianco: il libretto nominativo è intestato da molti anni alla madre di Mario, una signora anziana che non può più alzarsi dal letto. La banca in questione è la Cassa di Risparmio di Firenze, filiale di via Senese. Che da fine 2008 a 2010 ha deciso di mutare le condizioni del tasso creditore sui saldi (vedi la risposta dell'istituto a fianco), ribassando di molto gli interessi.  Una storia che ha radici lontane nel tempo. A raccontarcela con dovizia di particolari è lo stesso figlio della signora anziana. «A inizio di gennaio del 2010 mi sorsero i primi dubbi. La banca aveva accreditato appena 1.029 euro di interessi - spiega Mario - con un taglio netto di 6.029 euro rispetto a dodici mesi prima, visto che a fine 2008 erano stati versati sul libretto 7.059 euro. Già nello scorso gennaio avevo chiesto spiegazioni in banca. Dato che l'ammontare del mio deposito era invariato a 390mila euro, ritenevo incomprensibile una così forte riduzione. E ancora oggi non capisco cosa sia accaduto».  E così Mario un anno fa prende carta e penna e scrive alla banca. Una lettera datata 11 gennaio 2010 in cui chiede spiegazioni per la drastica riduzione, facendo accenno a un colloquio telefonico con un dipendente, che definisce «quanto meno strana», la situazione che si è creata con quel libretto nominativo. A quella lettera la Cassa di Risparmio di Firenze risponde il 2 febbraio 2010, dalla sede generale di Torino. «Acquisiti i necessari riscontri, abbiamo appreso che Lei non è cointestatario nè delegato del rapporto citato - è il testo - Per questo motivo, per ragioni di riservatezza, non possiamo fornirle alcuna informazione in merito».  Insomma, non avendo in quel momento il signor Mario la delega sul libretto, di tutto, a rigor di legge, si sarebbe dovuto occupare la madre inferma. «Formalmente le cose stavano così, tanto che a novembre 2010 - aggiunge Mario - ho chiesto e ottenuto la delega per operare sul libretto di mia madre». E svolte le pratiche necessarie per ottenere la delega, quindici giorni fa, arriva il resoconto del 2010: il conto, nel frattempo sceso a 384mila euro, ha maturato non più i 1000 euro, già contestati a suo tempo, ma la miseria di 10. Avete letto bene, 10.  A cui vanno sotratti 1,81 euro di spese. Una cifra inaccettabile per un libretto di quel genere. Fino all'ultima lettera di Mario, inviata alla Cassa di Risparmio di Firenze, di tre giorni fa, che sa molto di resa dei conti. «Vorrei sapere se il tasso di interesse applicato per il 2010 corrisponde a quello contrattuale. Dalla prossima settimana estinguerò con il vostro istituto qualsiasi tipo di rapporto».  Una minaccia dettata dalla rabbia e che nasconde forse un difetto di attenzione da parte del povero signor Mario. Se è vero che la banca ha comunicato un anno fa il mutamento delle condizioni dei tassi di interesse, il cliente potrebbe non averlo letto, cestinandolo o non prestandovi troppa cura. O potrebbe non averlo ricevuto per un disservizio delle Poste.  La legge permette alla banca di mutare le condizioni, facendo il proprio gioco, che è quello di risparmiare sui conti, fino al massimo. Per quanto possa apparire crudele, sta all'accortezza del cliente, non accettare e rispondere picche alle condizioni capestro (vedi sotto ). E poi, nel caso, cambiare banca.

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