Il Tirreno

Grosseto

Precari della scuola alla riscossa

Elisabetta Giorgi
<strong>PIONIERE </strong>Stefano Rosini, esponente Idv e precario della scuola
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PIONIERE Stefano Rosini, esponente Idv e precario della scuola

Parte dalla Maremma il ricorso di massa per l'immissione in ruolo

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GROSSETO. Fare causa allo Stato per avere la cattedra? Ieri impensabile, oggi è quel che accade a Grosseto. Dove un centinaio di precari della scuola (docenti e personale Ata) inseguono il sogno del lavoro stabile impugnando i propri contratti a termine per farsi assumere a tempo indeterminato. Contro i tagli, contro decennali storie di precariato e contro il progetto di risparmio intavolato dal ministero dell'istruzione, la carica dei circa cento maremmani "a tempo" potrebbe portare in tribunale (davanti al giudice del lavoro) il dicastero di Maria Stella Gelmini per strappargli la sospirata immissione in ruolo. L'iter preliminare è partito e il mondo della scuola in fibrillazione, anche in altre parti d'Italia. A Grosseto i precari stanno inviando raccomandate al ministero dell'istruzione per bloccare i termini che la legge Sacconi ha fissato per fare ricorso (23 gennaio), dopodiché penseranno al resto. Solo chi ha i requisiti farà causa ma le adesioni aumentano di giorno in giorno, e già si profila un boom di vertenze.  Domattina dalle 11 alle 13 centinaia di docenti e personale Ata (custodi e amministrativi) si riuniranno nella sala 1º Maggio con il legale della Cgil, per discutere sulle missive in partenza e sulle prossime mosse. Pioniere, in questa vicenda, è Stefano Rosini, membro del direttivo dell'Italia dei Valori e docente precario da nove anni. È stato lui, tra i primi in Italia, a drizzare le antenne sulla possibilità di far causa allo Stato, dopo che il tribunale di Siena ha emesso una sentenza che dà ragione a una precaria con nove anni in graduatoria, stabilendone l'immissione in ruolo. Rosini, cos'ha in mano? «Ho una raccomandata che un centinaio di precari grossetani stanno compilando in questi giorni, per spedirla al ministero».  L'oggetto? «Impugnazione contratti a termine contro il Miur, ministro dell'istruzione, università e ricerca. "La presente - c'è scritto - ha valore di messa in mora e interruzione dei termini rispetto alla legge Sacconi, e si riserva di agire in giudizio nei termini di legge...».  Quindi? Quale sarà il percorso? «Il primo e più urgente è proprio quello di inviare questa lettera a/r al ministero per bloccare termini della legge Sacconi che fissa al 23 gennaio il termine per fare ricorso. Poi il precario avrà 270 giorni a disposizione per valutare con l'avvocato se andare dal giudice del lavoro e fare ricorso per essere assunto. Io per esempio so già che farò causa. Ma per ora è fondamentale interrompere quel limite temporale».  Quali chances pensate di avere? «La sentenza del 27 settembre emessa dal tribunale di Siena ha stabilito come dopo tre anni di contratti rinnovati "ci debba essere" l'inserimento in ruolo del docente (o Ata) precario. Ma ci sono anche altre sentenze, come quella sugli scatti stipendiali che elimina ogni discriminazione tra insegnante precario e a tempo indeterminato; cioè anche quello precario dovrà avere scatti stipendiati alla stregua di un contratto "vero"». Per ora a pensare alla vertenza siete un centinaio, ma i precari maremmani della scuola sono circa 500. Gli altri dove sono? «Sì, non tutti sanno. In effetti la strada è lunga ma noi ci stiamo impegnando a informare. Noi dell'Idv siamo stati i pionieri. Il 9 dicembre c'è stata una prima assemblea alla Cgil, abbiamo smosso le acque ma ora i lavoratori devono fare il resto. Nell'assemblea di domani vorremmo un'ampia partecipazione perché credeteci, è un momento cruciale per tutta la categoria. Non vogliamo dare false speranze perché le storie sono diverse e individuali. Occorre valutare i requisiti, ma prima di tutto vogliamo far sapere che finalmente, per chi soffre da molti anni, si è aperta una possibilità».

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