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RAMA E PRC
Confermiamo tutto: i debiti sono tanti. E alla fine a pagare saranno i lavoratori
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Leggiamo la replica del presidente della Rama Spa e consigliere di Tiemme, Marco Simiani e per prima cosa confermiamo punto su punto quanto abbiamo dichiarato circa la situazione debitoria dell'ex azienda di trasporto grossetana. Quando Rifondazione Comunista diffonde dei dati, prima vengono verificati più volte. Tant'è che nemmeno Simiani smentisce il quadro debitorio da noi diffuso e che, temiamo, oggi sia certamente peggiorato se la Rama, come prescrive la legge per tutte le aziende, ha provveduto alla fine dell'anno, a pagare imposte, tasse e quant'altro dovuto. Siamo accusati di non parlare della situazione creditoria, orbene, parliamone: la Rama non ha più nessuna attività industriale, basta fare una visura camerale per capirlo. Qual è il "core business"? Gli affitti degli immobili? Essa, vanta crediti verso soggetti dei quali omettiamo il nome, crediti che da anni sono portati in bilancio senza avere la possibilità di essere riscossi. Temiamo che sia ancora così, comunque sono crediti di entità tale che non riuscirebbero a compensare il quadro debitorio. Come sappiamo la Rama Spa ha zero dipendenti e un Cda di tre membri (presidente 12.000 euro l'anno, consiglieri 6000), per tentare un lavoro di recupero dei crediti è stato affidato l'incarico, dietro compenso del quale non conosciamo l'entità, a uno dei consiglieri; chissà a che punto sarà il lavoro? Siamo accusati di contraddittorietà, perché nel giudicare disastrosa l'operazione di fusione dei rami industriali delle singole aziende provinciali, che hanno portato alla nascita della Tiemme, affermiamo che quest'ultima azienda è nata male e con un debito iniziale clamoroso, cosa mai smentita, anzi confermata. Che l'unica azienda con i conti in ordine era la Rama Spa. Appunto, era. Oggi, dopo questa cura e dopo lo scorporo delle attività industriali, è nelle condizioni da noi descritte e difficilmente negabili. Ci viene detto che le cose vanno bene e che ci sono persino due banche tra gli azionisti. Non ci sembra un grande alibi. Il quadro è drammatico e dovrebbe far riflettere tutti i soci soprattutto quelli pubblici maggiori, Provincia e Comune. Sappiamo che si tratta solo di aspettare prima che la situazione diventi palese a tutti, quello che preoccupa Rifondazione è che il tutto si ripercuoterà sui lavoratori; a quel punto sarà chiaro che oltre alle vergognose misure prese dal Governo in tema di trasporti pubblici, si dovranno sommare le scelte e le azioni portate avanti da questo top management. Renzo Tronconi Segretario Prc Sergio Bovicelli Responsabile trasporti
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