Il dolore
La Finanza mette i sigilli ai pontili
Renzo Wongher
«Sono abusivi»: il rischio è che sia il primo di una serie di atti analoghi
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PORTO S. STEFANO. Blitz delle Fiamme Gialle, nell'ambito portuale di Porto S. Stefano, dove hanno sequestrato un pontile da 200 imbarcazioni. Nell'occhio del ciclone ancora le concessioni demaniali, ma stavolta c'è il rischio che si scateni una bufera di dimensioni mai viste. Infatti le concessioni non sono entrate nel mirino della Guardia di Finanza in ordine alle loro scadenze o al loro rinnovo, ma perché accusate di abusivismo edilizio, demaniale e ambientale. E l'impressione è che i problemi riscontrati in questa occasione siano presenti anche altrove sul promontorio e che, se non ci saranno fatti nuovi, scelte politiche chiare per capirsi, si rischia un'estate senza pontili. Sarebbe una tragedia per il turismo. I finanzieri si sono presentati presso i pontili galleggianti della società Porto Domiziano situati in corrispondenza del piazzale Candi, proprio davanti alle pescherie e vi hanno apposto i sigilli. Pertanto la serie di strutture galleggianti risultano sequestrate e quindi inagibili alle imbarcazioni che vi avevano il loro punto di ormeggio e che sono state ammassate in uno spazio libero. Sulla transenna che sbarra il passaggio all'altezza del primo galleggiante orientato a verso il molo dei traghetti, si può leggere: "manufatto sottoposto a sequestro preventivo per l'articolo 321 del Codice di procedura penale". Un comunicato della Guardia di Finanza spiega che «I militari grossetani agli ordini del Comandante Provinciale Colonnello Fernando Greco, nell'ambito di un'indagine sulla località portuale e turistica di Porto Santo Stefano, hanno posto sotto sequestro un pontile galleggiante adibito all'ormeggio di oltre 200 unità da diporto. I finanzieri hanno così eseguito in mattinata, un decreto di sequestro a loro delegato dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Grosseto, emesso dopo approfondite indagini le quali hanno permesso di rilevare che il pontile in questione, peraltro recentemente ampliato e potenziato, era di fatto abusivo e quindi contrario agli strumenti urbanistici vigenti nonché alle norme in materia di tutela ambientale. Nelle indagini, oltre al titolare del pontile, risultano coinvolti anche un imprenditore, un professionista e alcuni dipendenti comunali che, ciascuno in base al proprio ruolo, hanno contribuito a realizzare l'opera abusiva". In sostanza sono sotto accusa anche le autorizzazioni. E, sul promontorio, sono state fatte più o meno tutte allo stesso modo. La diatriba su questi pontili, dura da anni. In passato i medesimi avevano provocato duri scontri tra l'Amministrazione Comunale e la proprietà delle struttura. Con il tempo le polemiche si erano quietate, i privati avevano vinto varie cause, ma evidentemente il fuoco covava sotto le ceneri che probabilmente qualcuno ha rimosso facendo ri-divampare le fiamme. I pontili nudi della Domiziano non sono una bella visione e - se non vi saranno eventi più positivi - prefigurano una stagione turistica non proprio felice, viste anche la vicende delle concessioni scadute e non rinnovate. Il fantasma di banchine vuote si agita minaccioso all'orizzonte e in questo momento di acuta crisi fa tremare tutta l'economia dell'Argentario.
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