Il Tirreno

Grosseto

Parte civile. L’avvocato Giambrone invoca il rispetto rigoroso del regolamento comunale in materia

«L'unico risarcimento sarà la garanzia della quiete»

Francesca Ferri
<b>PARTE CIVILE.</b> Giambrone
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PARTE CIVILE. Giambrone

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 GROSSETO. «Come cittadina, al di là del risarcimento in denaro, l'unico vero risarcimento per la mia cliente potrà essere la garanzia di quiete notturna e riposo».  L'avvocato Francesco Paolo Giambrone, legale della donna che ha portato in Tribunale il Pepe Nero, è fiducioso sull'esito del processo. «La situazione - spiega - è particolarmente delicata, il capo di imputazione importante e gli elementi di prova dell'accusa inattaccabili».  Eppure l'avvocato della difesa ha alcune perplessità. Come provare, ad esempio, che esiste senza ombra di dubbio un nesso causale tra la patologia lamentata dalla signora e la responsabilità del titolare del locale?  «L'evidenza dei capi di imputazione - spiega Giambrone - è chiara: il disturbo alla quiete è comprovato dagli interventi dei vigili e dall'ordinanza di chiusura anticipata. Il danno alla salute dovuto al mancato riposo, poi, è stato segnalato al medico di base, a un neurologo e a uno psicologo. Gli stati d'ansia certo non si provano con una radiografia, ma li ha confermati la Procura».  L'avvocato Giambrone precisa che non c'è accanimento da parte degli abitanti di via San Martino verso il locale di Massimiliano Cantini. «La mia cliente non ha nessun tipo di animosità contro il signor Cantini - spiega il legale - né ha nulla contro un'attività economica o contro la cosiddetta "movida". La tutela dei diritti, tuttavia, va fatta in Tribunale e, in questo senso, la querela è uno strumento a tutela del proprio diritto al riposo e alla salute».  Giambrone ricorda che altri abitanti della via hanno querelato il locale per disturbo della quiete pubblica, «vicende risolte con la condanna a pagare pene pecuniarie - spiega - mentre quello della mia cliente è il primo caso in cui ci sarà un processo vero e proprio perché c'è stato un danno alla salute. È evidente che se una persona non dorme per mesi poi abbia difficoltà e disturbi».  «Se vi fosse il pieno rispetto del regolamento comunale - conclude l'avvocato - e se i gestori si assumessero piena responsabilità non ci sarebbero problemi. Invece si continua con la musica ad altissimo volume con le porte del locale aperte».  Sulla vicenda non è voluto intervenire il titolare del Pepe Nero, Massimiliano Cantini, che raggiunto al telefono ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.

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